I DISAGI

Salerno, personale all’osso: odissea al Protocollo

Calvario per presentare le pratiche: «Sportello chiuso, mail tornate indietro e il numero di un’addetta andata in pensione»

SALERNO - «Posso dire che mi stanno arrivando le braccia fino a piazza della Concordia?». Forse la domanda retorica e un po’ colorita di un cittadino, al cospetto di uno dei vigili di Palazzo di Città che gli spiegava che «no, per l’ufficio Anagrafe ora si può andare soltanto a via dei Picarielli, previo appuntamento», ben sintetizza i labirinti e i travagli che un salernitano medio si può trovate davanti nel rapportarsi con gli uffici comunali. A maggior ragione in questo momento in cui il personale del Palazzo è ai minimi assoluti. E sembra presa dritta da un racconto dell’assurdo la vicenda di Matteo Tramontano ( nome di fantasia ), titolare di un antico negozio del Centro Storico. Il signor Tramontano era stato chiamato dall’Ufficio protocollo di Palazzo Guerra per un cavillo da correggere per ultimare una pratica legata a delle ristrutturazioni (per cui sono previsti i bonus) presentata. Appuntamento fissato per lunedì 10 gennaio.

«Mi sono presentato all’ingresso del Comune all’orario stabilito così come mi era stato detto. Uno dei vigili di guardia, però mi ha fatto notare che di lunedì mattina l’Ufficio protocollo è chiuso. Non mi sono scoraggiato - racconta il signor Tramontano - e ho incominciato a telefonare al numero indicato sui cartelli dell’ingresso del Comune». Nessuna risposta dopo vari tentativi. A quel punto, il signore decide di scriver una mail, ma anche in questo caso a vuoto perché torna indietro. «Finalmente riesco a parlare con qualcuno all’Ufficio Relazioni con il pubblico che mi conferma la chiusura dell’ufficio di lunedì e che i numeri indicati sui cartelli fanno riferimento a una dipendente comunale del Settore che ora è andata in pensione e mi consigliano di presentarmi il giorno dopo». Il signor Tramontano si innervosisce un bel po’ ma non desiste. Così martedì, dopo un lungo battibecco con il vigile di guardia che non vuole farlo salire senza appuntamento, la spunta e arriva al Protocollo. «Il dipendente è arrivato dopo un po’ di tempo, alquanto seccato perché non avevo la prenotazione. Poi si è ricordato dell’errore ma si è giustificato dicendomi che nessuno poteva avvisarmi, appunto perché il lunedì l’ufficio è chiuso. E io, come avrei dovuto fare, considerando che la mail non è attiva e che, siccome il dipendente del Protocollo è uno soltanto, non può anche rispondere al telefono?».

Tra l’altro, così come altri comuni, anche quello di Salerno dovrebbe avere dei moduli prestampati che i cittadini possono scaricare, compilare e presentare. Peccato che tutta la modulistica sul sito è vecchia e, se presentati agli uffici, questi moduli vengono anche respinti. Insomma, dopo un altro appuntamento a vuoto e qualche altra mail persa nell’etere, il signor Tramontano è riuscito a sistemare la sua documentazione, ma resta tutto il disappunto e la rabbia di chi, al di là aver perso del tempo che (magari) poteva essere impiegato in maniera meno frustrante, si è scontrato contro un muro di gomma impenetrabile. La morale è presto fatta: «Ecco che cosa significa confrontarsi con gli uffici di Palazzo di Città. Ecco che cosa è il Comune di Salerno: una zavorra per i cittadini, non un supporto». In realtà, gran parte dei problemi e delle inefficienze che si ripercuoto direttamente sui salernitani scaturiscono proprio dal fatto che il personale del Comune è fortemente sottodimensionato, tanto che, ad esempio per il caso dell’ufficio Anagrafe sono state chiuse sia la sede dell’Augusteo che quella di Pastena. Al di là dei massimi sistemi, comunque, si consiglia caldamente di correggere le indicazioni sui cartelli a Palazzo di Città.

(e.t.)