L'INCHIESTA CHOC

Salerno, minori pedopornografi: «Sfuggiti al controllo»

Video osé diffusi sulle chat, i “bravi ragazzi” in una comunità del Napoletano

 

SALERNO - All’apparenza sembrano «bravi ragazzi» ma «hanno evidenziato una personalità di elevatissimo rischio sociale» tale da sfuggire anche al controllo della famiglia. È da qui che parte la valutazione che solo l’accompagnamento in una comunità per minori poteva essere sufficiente ad evitare che commettessero nuovamente reati. Sono i tratti allarmanti dell’inchiesta su due minorenni, uno dei quali maggiorenne da poche settimane, finiti in una comunità di Scisciano, in provincia di Napoli, per aver condiviso le foto e video osé di diverse ragazze minorenni di Salerno tramite Whastapp e Telegram. «Sfruttamento delle relazioni affettive, organizzazione pubblicitaria e commerciale per la diffusione del materiale posseduto, compiacimento per i propri agiti: questi i tratti, che al momento, caratterizzano ciascuno degli indagati», scrive il gip Piero Avallone che ha ordinato l’accompagnamento in una comunità per minori.

Va ricordato che i due indagati, difesi dagli avvocati Cecchino Cacciatore e Alessandro Marino, all’epoca dei fatti avevano poco più di 14 e 16 anni, età che certamente non lasciano immaginare una capacità di organizzare un simile traffico anche condividendo, barattando, commercializzando foto e video di ragazzine - e, dunque, pedopornografiche -, non facendosi remora neppure del fatto che fossero in un caso la fidanzata e in altri loro amiche. Condotte talmente gravi che per il giudice per le indagini preliminari sussiste il pericolo di reiterazione delle condotte criminose, insomma possono tornare a commettere gli stessi reati. «Ma non deve nemmeno essere sottaciuto il pericolo di inquinamento probatorio evidenziato dal pm - aggiunge il gip - con riferimento sia alla possibile intimidazione delle ulteriori parti lese, note agli indagati, sia al prosieguo delle indagini che la Procura dichiara di star conducendo». Il giudice, inoltre, sottolinea che nessun beneficio può essere loro concesso, anzi essendo evidente l’assenza di processi educativi in atto è necessario applicare loro una misura cautelare. Questioni che saranno approfondite negli interrogatori di garanzia dei due giovani fissati per giovedì e che saranno effettuati da remoto.

Salvatore De Napoli

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