LA STORIA

Salerno, la “meglio gioventù” raccoglie i rifiuti in riva al mare

Clean-up di “Voglio un mondo pulito” dal bar Marconi al Porticciolo a Pastena: via 100 chili di pattume

SALERNO - Uno specchio d’acqua quasi cristallino, reso ancora più azzurro da un sole che quasi sorprende, e che riscalda un insolito venerdì di febbraio. Di fronte al mare, un altro mare, ma di rifiuti. Sono quasi cento i chili di “monnezza” raccolti in un paio di ore dai volontari di “Voglio un mondo pulito”, che si sono dati appuntamento sul lungomare Marconi intorno alle 9 di mattina. È l’ora del clean-up , un’azione mirata alla rimozione di un quintale circa di materiale di ogni tipo, abbandonato sulle spiagge e con il serio rischio di finire sul fondale marino, specie dopo le ultime mareggiate. Il primo ad arrivare è Francesco Ronca , per tutti Ciccio, fondatore e presidente dell’associazione nata nel marzo del 2019, pronto ad annotare i nomi dei volontari (una decina in tutto), presenti al quinto incontro di una settimana particolarmente intensa, per distribuire l’occorrente. Una “N” sul taccuino per appuntare le new entry , ovvero i ragazzi - l’età media è davvero bassa-, che hanno deciso di sporcarsi le mani per la prima volta.

Già, perché fuori dalla retorica sull’ecologia e sulla salvaguardia dell’ambiente, è quello il motto di “Voglio un mondo pulito”: tastare con mano la mole enorme d’immondizia abbandonata impunemente sul litorale, a pochi metri dall’acqua. Guanti usa e getta, sacchi dell’immondizia, e si è pronti all’azione, non prima però, di aver espletato anche i controlli necessari in termini di sicurezza legati alla pandemia, misurazione della temperatura con termo- scanner , e raccomandazione di aver sempre indosso correttamente la mascherina. «Servirà anche a limitare la puzza», scherza qualcuno, mentre inizia la caccia a coriandoli e stelle filanti, i resti di un Carnevale vissuto solo a metà, ma che pure ha lasciato i suoi residui sul tratto che va dal Bar Marconi al Porticciolo di Pastena. Passo dopo passo, per i nuovi arrivati il clean-up si trasforma in una continua scoperta, dei più impensabili oggetti esposti in bella vista come in una galleria degli orrori.

Poco spazio alle parole, ché il fiato serve e pure deve fare la sua parte quando il sole inizia a battere forte, il silenzio è interrotto solo dai complimenti di una signora che s’affaccia sul lungomare: «Siete fantastici, vi siamo riconoscenti per quello che fate», si ringrazia e si va avanti. Ché più roba si trova, si scova, si prende, più ne salta fuori, e si capisce che di tempo da perdere ce n’è davvero poco. Ogni sacco (rigorosamente differenziato) chiuso e pesato viene portato al campo base, come fosse un trofeo da festeggiare perché sottratto alla terra. Il bottino di guerra reciterà 93,6 chili, suddivisi in indifferenziato (49), plastica (10,1), vetro (4,9), metalli (12), tetrapak (2,4), pneumatici (15,2), tra i quali c’è ogni tipo di oggetto, in particolare bottiglie di plastica - un’infinità-, ma anche indumenti, confezioni di cibo, lattine, due copertoni, polistirolo, non mancano le siringhe. E intorno alle 11,30, quando la schiena chiede conto delle decine e decine di piegamenti per raccogliere la qualsiasi, arriva la domanda agli ultimi arrivati.

«Come vi è sembrata come prima volta?», chiede Ciccio mentre chiude gli ultimi sacchetti e annota meticolosamente tutto sul suo taccuino. Tra loro c’è Rafaela, ragazza nata in Brasile che anche nel suo Paese aveva a cuore la salvaguardia dell'ambiente, tanto da diventare avvocato con una tesi sui rifiuti, o Vittoria, da poco laureata, che ha deciso di dedicare parte del suo tempo libero all'ecologia,e c’è pure chi ha conosciuto l’iniziativa attraverso i social e ha deciso di sporcarsi le mani. La giornata per loro finisce qua, tra un sorriso, frutto dell’umanissima soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono, e un appuntamento al prossimo clean-up . Per i fedelissimi, invece, c’è da trasportare il bottino di guerra all’isola ecologica con mezzi propri, prima di pensare all’ennesima azione in programma. Questa mattina, stessa ora, tappa all’Arenile di Santa Teresa. Si ricomincia…

Stefano Masucci