IL DOSSIER

Salerno: la chiamano metropolitana ma è un trenino di periferia

Bagni sbarrati, solo due biglietterie, assenza di personale di controllo, stazioni ko. In viaggio dalla stazione al “Ruggi” col paradosso dei costi. E fuori regna l’incuria

Difficile comprare un biglietto, stazioni non presidiate, pochi viaggiatori e se si ha bisogno di un bagno beh, bisogna trattenersi perché non ce n’è nessuno aperto. È questa la situazione in cui versano le stazioni della metropolitana. Aperta nel 2013, è lunga solo 5,663 chilometri, ha sei stazioni (mediamente distanti 1.133 metri l’una dall’altra), a partire da quella di Salerno centrale e proseguendo per Torrione, Pastena, Mercatello, parco Arbostella, e stadio Arechi-Ruggi. Ad ogni scalo, intermedio, si trovano mediamente al massimo 4-5 viaggiatori in attesa e altrettanti a scendere.
Salerno centro. Il viaggio inizia dalla Salerno centrale, quella con maggior numero di passeggeri che non arrivano quasi mai a coprire oltre il 50% dei posti a sedere. Si parte dal binario 7 Sud, ben distanti da quelli tronchi dove arriva la metropolitana regionale da Napoli.
Prima fermata Torrione. Situata tra i palazzi è difficilmente individuabile. È quasi esclusivamente usata dagli studenti per raggiungere i licei De Sanctis e Severi, i residenti preferiscono i bus. Lo spazio anteriore della fermata, che dà su Picarielli è un luogo di ritrovo di ragazzi che schiamazzano tutta la notte, litigando con chi abita in zona. I pannelli informativi non funzionano come in tutte le stazioni, i bagni sono sbarrati e il sottopasso pedonale di accesso della stazione (che mette anche in comunicazione la parte alta a quella bassa del quartiere), con le piogge si allaga e rimane chiuso. Non c’è nessuna macchinetta per acquistare i biglietti. Parcheggia solo chi conosce la tortuosa strada carrabile nella piccola area di sosta su Picarielli.