IL CASO

Salerno, l’affaire del “118”: rimborsi accordati senza rendiconti

Scontro tra associazioni per l’assegnazione delle postazioni Gestione diretta dell’Asl frenata dall’assenza di personale

SALERNO - «Ah, se lo potessimo fare solo noi il 118! La finiremmo con queste storie». In ambito Asl Salerno, da anni c’è sempre più tra i vari operatori l’esigenza di far svolgere il servizio di pubblico soccorso con ambulanze solo con proprio personale. Un modo per terminare con bandi, spesso per pochi mesi, per affidare il 118 ad associazioni di volontariato. E’ da anni che il rapporto con i sodalizi non è sempre facile. Dalle inchieste dei primi anni Duemila fino alle denunce sul “Caro estinto” (gli interessi tra alcune associazioni e il trasporto funebre), passando per i servizi di Striscia La Notizia sugli escamotage per far uscire i pazienti dall’ospedale facendoli passare per vivi per consentirgli di arrivare a casa. Fatti documentati con video da parte del Tg satirico a Pagani e Nocera. Del resto a Salerno, sempre Luca Abete aveva dimostrato che alcuni volontari non erano tali, pagati da alcune associazioni 100 euro la settimana. E come non ricordare, il provvedimento dell’ospedale Umberto I di Nocera che fece in modo da non far sostare le ambulanze non Asl davanti al pronto soccorso o l’indagine sull’utilizzo di ossigeno non medicale utilizzato da alcune associazioni per caricare le bombole dei mezzi di soccorso. Ora il nuovo bando per assegnare le postazioni finito davanti al Tar, avverso il quale si erano schierate diversi sodalizi e il Comune di Baronissi. A tutto questo, ricordano nei corridoi dell’Asl, si aggiungono postazioni di soccorso affidate nel passato non a rendicontazione ma a prezzo fisso, anche per centinaia di migliaia di euro l’anno. In queste ore, inoltre, si sono aggiunte le dichiarazioni di Roberto Schiavone, in cui il presidente di Humanitas annunciava di non aver partecipato alla gara per il 118 a causa del mercato del volontario e dell’infermiere. Alcune associazioni, secondo Schiavone, avrebbero pagato i volontari o promesso più denaro agli infermieri e medici per passare con loro e abbandonare il suo gruppo. Schiavone ha parlato di episodi dove il personale delle sue ambulanze all’improvviso non si presentava in servizio, salvo pochi minuti dopo farlo per altre associazioni. Dietro tutto, ci sarebbe poi una grande quantità di denaro che non sarebbe giustificato dai rimborsi dell’Asl per assicurare il 118 nelle varie postazioni e che quindi arriverebbe da altre fonti.

L’altra soluzione. Si è pensato che il ricorso al volontariato servisse a risparmiare. Vero, ma c’è di più. Pare che lo scorso anno, ci fosse stata l’idea di assicurare in ambito Asl questo importante servizio con personale e mezzi dell’Azienda sanitaria ma ci si è scontrati con un problema: per assicurare il servizio in tutta la provincia, occorrono, solo di infermieri 336 unità, dove sono? Anche a farne un bando specifico non si sa quanti risponderebbero? Con la crisi Covid e le assunzioni velocizzate in tutta Italia, molti infermieri hanno trovato la loro strada lavorativa, tant’è che ci sarebbe anche competizione tra le varie associazioni ad assicurarseli. L’apporto delle associazioni di pubblica assistenza per ora sembra indispensabile.

Il ricorso al Tar. La decisione chiave sul servizio 118 passa dalla sentenza del Tar prevista per il 15 luglio, probabilmente, visto il ricorso contro il bando dell’Asl. Diversi i motivi di doglianze. Tra questi quella della limitazione alla partecipazione solo ad associazioni di volontariato: «E’ legittima alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia… la limitazione della partecipazione alla procedura per cui è causa alle sole organizzazioni di volontariato », secondo l’Azienda sanitaria locale. Sul possesso previsto dal bando del requisito di almeno un anno invece che sei mesi di attività da parte delle associazioni, nella relazione di accompagnamento dell’Asl si legge: «Non appare manifestamente irragionevole la previsione dell’ulteriore requisito di capacità tecnica dello svolgimento dello stesso servizio posto a gara, per almeno un anno continuativo».

La richiesta di intervento. Il deputato salernitano di Fdi, Edmondo Cirielli, annuncia: «Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro della Sanità Roberto Speranza per avere delucidazioni sulle modalità di indizione della gara dell’Asl Salerno per l’assegnazione del servizio 118».Il tutto dopo le dichiarazioni di Schiavone. «Le sue parole die Cirielli - lanciano ombre sui requisiti richiesti per la partecipazione al bando, che potrebbero essere stati redatti, magari, per favorire qualche associazione. Se le anomalie denunciate fossero acclarate dai fatti, ci troveremmo difronte ad un modus operandi dietro al quale potrebbe trincerarsi un vero e proprio sistema di controllo della gestione del servizio del 118».

Salvatore De Napoli