IL CASO

Salerno, Imma e Pierluigi blindati in casa: «Ora ho paura di altre ritorsioni»

La mamma aggredita per aver difeso il posto auto del figlio disabile ha denunciato tutti i condomini

SALERNO - I sacchi con la plastica e quelli con la carta restano sul balcone. Dopo la rabbia, arriva il senso di frustrazione. La signora Imma Diana ora ha teme che anche un gesto quotidiano, come quello di gettare l’immondizia si trasformi di nuovo in un appuntamento con la violenza. Nonostante i messaggi di solidarietà e di sostegno, la signora non si sente più sicura a casa sua dopo essere stata aggredita da una famiglia di vicini perché aveva osato rivendicare il posto auto destinato al figlio disabile e a denunciare tutto. Non ha avuto paura a chiamare le autorità per far multare quell’auto in sosta nel posto per disabili; non ha avuto timore ad andare in Questura a raccontare delle minacce di morte, dei graffi, degli spintoni e delle urla ma gettare la spazzatura, un gesto che si compie senza nemmeno pensarci, per lei è diventato un incubo. Quello che è accaduto e i timori della signora Imma non sono, però, una questione che riguarda l’amministratrice del palazzo in via Parmenide che, a chi le chiede una dichiarazione di solidarietà, risponde di non voler entrare in liti familiari. Né sente il dovere di spiegare per quale ragione il palazzo che amministra non sia dotato delle più banali strutture per consentire a una persona disabile di vivere; anzi, costringe la signora Imma a montare e smontare due scivoli: il primo per consentire a Pierluigi di uscire dalla macchina ed entrare nell’androne del portone, il secondo per accedere all’appartamento.

Eleonora Tedesco