L'INIZIATIVA

Salerno, i tesori del Palazzo “entrano” nelle case di tutti i salernitani

Un post per illustrare un’opera d’arte conservata in Comune

SALERNO - Palazzo di Città è la “casa” di tutti i salernitani; ma i cittadini, così come la gran parte dell’umanità varia che lavora e vive in questo microcosmo (dipendenti, assessori e consiglieri comunali) non può più avere accesso al Comune. Per contenere il contagio del Coronavirus, infatti, il sindaco, Vincenzo Napoli ha chiuso i cancelli del Municipio (dove ogni giorno confluiscono centinaia di persone) e - proprio ieri - è stata disposta una sanificazione straordinaria, quindi l’accesso è stato vietato anche per le urgenze. E fuori è rimasta anche l’assessore alla Cultura, Antonia Willburger , che, non potendo raggiungere il suo ufficio al terzo piano, ha immaginato che potesse essere Palazzo di Città a entrare nelle case dei salernitani. «Nei corridoi e anche negli uffici di rappresentanza spiega l’assessore Willburger ci sono quadri e opere d’arte di artisti salernitani, anche importanti, che quasi nessuno conosce. Per questo motivo ho pensato di inventarmi un modo per far apprezzare ai cittadini questo piccolo patrimonio che è custodito nella sede dell’Amministrazione cittadina ».

L’appuntamento col Museo virtuale di Palazzo di Città è sui canali social dell’assessore che, ogni giorno alle 15 - a partire da oggi - posterà una foto dell’opera con il riferimento dell’autore. Ed è stata lei stessa a immortalare uno per uno quadri e statue. «Appena sarà possibile, insieme al dirigente responsabile del Patrimonio aggiunge Willburger - aggiungeremo a ciascuna immagine anche una scheda». L’idea è quella di coinvolgere nella divulgazione online anche i video del Museo virtuale della Scuola Medica Salernitana: «Sto studiando delle iniziative ma, in questo caso - chiarisce devono essere messe in campo insieme alla Sovrintendenza, comunque il lavoro per portare la Scuola medica alla candidatura di patrimonio immateriale dell’Unesco va continuato anche attraverso queste modalità ». Il nuovo Municipio di Salerno fu inaugurato il 12 aprile 1936. Lo stile è quello tipico delle più importanti opere realizzate durante il regime fascista, come il palazzo della Prefettura che si trova sulla parte opposta di piazza Amandola.

L’ambiente più imponente è il Salone di Ricevimento, dove nel 1944 si riunì il primo Consiglio dei Ministri e il Governo di Unità Nazionale, oggi Salone dei Marmi per il rivestimento in marmi policromi, con mosaici variopinti in oro, rosso e blu, i colori della municipalità salernitana, e lampade opaline che richiamano stilizzazioni di fontane; il tutto sovrastato dal ciclo pittorico dell’artista salernitano Pasquale Avallone. All’interno può essere ammirato il gruppo di statue in bronzo, recentemente restaurate, scolpite da Gaetano Chiaromonte. Adiacente al salone c’era la Sala delle Commissioni, oggi Sala della giunta; sul lato opposto la Sala della Consulta, oggi Sala del Gonfalone, coperto da un solaio a cassettoni in vetro-cemento; seguivano il Salotto ed il Gabinetto del Podestà; quelli del vice-podestà e del segretario generale.

Eleonora Tedesco