IL FATTO

Salerno, giudici e mazzette: i primi verdetti

Corruzione alla Tributaria: Castellano e Miranda a giudizio: al via la requisitoria del pm Guarino per gli otto abbreviati

SALERNO - A maggio, dinanzi al tribunale di Salerno, inizierà il processo dibattimentale per gli unici due imputati dell’inchiesta sullo scandalo delle mazzette alla Commissione tributaria di via degli Uffici finanziari. Il gup Gennaro Mastrangelo del tribunale di Salerno ha rinviato a giudizio Vincenzo Castellano di Ariano Irpino e Andrea Miranda di San Valentino Torio. Intanto, il pm Elena Guarino ha chiesto per loro l’incidente probatorio con i coimputati che li accusano di corruzione per le sentenze pilotate.

Intanto, l’avvocatura dello Stato, che è parte offesa nel giro di mazzette scoperchiato dalla guardia di finanza di Salerno, si è costituita parte civile nei procedimenti in udienza preliminare pendenti dinanzi al tribunale di Salerno. L’udienza di ieri è servita anche per sciogliere la riserva sulla richiesta, accolta dal gup, di patteggiamento avanzata da tre imputati: Cosimo Amoddio , di Battipaglia, Claudio Dusci , di Staletti e Aniello Russo , di Tramonti. Oggi, invece, è il giorno di quanti, coinvolti nel primo blitz del maggio scorso, hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Sempre dinanzi al gup Mastrangelo, che ha calendarizzato le udienze per organizzare il lavoro, è prevista la requisitoria del pm Guarino per i primi quattro imputati.

Al giudizio abbreviato hanno aderito Antonio D’Ambrosi, di Nocera Inferiore, l’ex deputato Teodoro Tascone di Pontecagnano, Angelo Criscuolo , di Cicciano, il giudice tributario Giuseppe De Camillis , di Fragneto Monforte, il giudice tributario Fernando Spanò , di Pomigliano D’Arco, Franco Spanò di Pomigliano D’Arco, Alfonso De Vivo , di Castel San Giorgio, i segretari della commissione Tributaria Giuseppe Napoli , di Salerno, e Salvatore Sammartino , di Sarno. Secondo la pubblica accusa, i giudici tributari De Camillis e Spanò, insieme ai segretari Naimoli e Sammartino della Commissione Tributaria Regionale della Campania, sezione di Salerno, avevano messo su un sistema di tangenti per addomesticare i ricorsi di Appello e cancellare le pendenze di imprenditori disposti a mettere mano al portafogli per azzerare i debiti milionari con l’Erario.

C’è, poi, il secondo filone di inchiesta, nato dalle dichiarazione degli imputati, che ha portato all’arresto, tra gli altri, dell’ex giudice tributario Antonio Mauriello, di Avellino, colpito a sua volta, il mese scorso, da un’altra ordinanza di misura cautelare per altri due presunti casi corruttivi avvenuti quando era applicato alla Commissione di Salerno.

(m.l.)