IL CASO

Salerno, «Ex asilo, una ferita Ma ora salviamo il nostro Oratorio»

L’allarme di Mimma Virtuoso, animatrice della parrocchia «Non diventi un palazzone senz’anima»

SALERNO - Non è bastato chiudere la scuola dell’Infanzia: ora le suore di Maria Ausiliatrice sono pronte a vendere ad un privato il palazzotto che ha ospitato generazioni di bimbi del Carmine che qui si sono formati. Una vendita che sta creando non poche preoccupazioni tra i parrocchiani e nel quartiere perché non è noto che destino riserverà allo stabile l’imprenditore napoletano che sarebbe pronto a comprare l’immobile con 4,5 milioni escludendo dalla trattativa la Curia e la Parrocchia disposte a pagare fino a 3 milioni pur di non perdere gli spazi per l’oratorio e le attività sociali aperte ai giovani del quartiere.

«È stato già un grande dolore veder chiudere la scuola che era parte del quartiere. Ed è stato uno strappo alla nostra idea salesiana che si basa proprio sulla disponibilità di più spazi e più attività per accompagnare la formazione dei ragazzi », dice Mimma Virtuoso , docente del Liceo “ De Sanctis” e animatrice della vita della parrocchia. «Il vero dubbio, ora - continua la professoressa - è che cosa si avrà intenzione di realizzare in quello stabile, non vorremmo che fosse uno dei tanti palazzoni senza anima ». A fare da monito, chiarisce la professoressa Virtuoso «è l’esperienza dell’oratorio di Caserta che è stato fatto chiudere perché i giochi dei bambini e lo schiamazzo pomeridiano disturbavano la quiete dei residenti del palazzo che è stato costruito dopo la nascita della struttura religiosa». Il timore, quindi, è che la nuova destinazione d’uso dell’immobile possa entrare in conflitto con la vita dell’oratorio fino a renderli incompatibili e costringere i Salesiani a rinunciare alla formazione dei ragazzi del quartiere.

«Abbiamo dovuto rinunciare a un polmone educativo, non vorremmo ritrovarci proprio sulla parrocchia qualcosa che snatura il senso di quegli spazi». Intanto dalle suore di Maria Ausiliatrice non arriva nessuna replica nè precisazione rispetto a quello che potrà accadere nei prossimi mesi. Unico segnale evidente del fatto che abbiano intenzione di vendere sono stati i lavori all’interno dello stabile per sanare una serie di difformità edilizie rispetto al fabbricato originario. Non sarà così semplice, comunque, realizzare una qualsiasi forma di speculazione nell’immobile perché, stando al Piano urbanistico comunale, compresi gli aggiornamenti, la zona della città dove si trovano la parrocchia e l’ex istituto delle suore è inserita in un’area di “interesse collettivo”, quindi un’eventuale variazione di destinazione d’uso deve essere approvata dal Consiglio comunale. E non sono pochi i consiglieri comunali, innanzitutto Sara Petrone , che hanno già annunciato la loro contrarietà a lasciare che le suore vendano snaturando la vocazione dell’area.

(e.t.)