IL PROGETTO

Salerno, dieci diplomati tra i banchi di Fuorni

I detenuti hanno affrontato un percorso lungo cinque anni con l’istituto alberghiero. Ieri la consegna degli attestati

SALERNO - Decisamente un bel traguardo per l’istituto penitenziario di Fuorni. Dieci diplomi conferiti ad altrettanti detenuti di cui sette appartenenti alla sezione di massima sicurezza. Ieri mattina la cerimonia di consegna degli attestati da parte della XXV Commissione dell’istituto alberghiero Roberto Virtuoso di Salerno. È stata la tappa finale di un percorso lungo cinque anni che ha visto tra i banchi i detenuti sia di media che di alta sicurezza. L’istituto vanta da ben nove anni la presenza di una sezione distaccata, quella carceraria, all’interno della casa circondariale i cui corsi di studio comprendono la sala e la cucina. Quest’anno c’è stata una novità: un nuovo percorso, quello di barman, grazie al progetto Pon attivato a tal fine, sebbene le scarse risorse stanziate dal Ministero, che ha incontrato l’entusiasmo di molti detenuti i quali avevano avuto già esperienza in questo settore.

«È motivo di grande orgoglio, per me e per l’istituto che rappresento, celebrare questo traguardo - spiega il dirigente Gianfranco Casaburi - la scuola ha riavvicinato i detenuti alla società` civile, mai nelle ore di lezione sono stati considerati dai docenti dei reclusi ma sempre e solo alunni». Il diploma ha anche un’altra valenza che va al di là di quella esclusivamente didattica, secondo Casaburi, ma anche psicologica: «Nelle ore di lezione i ragazzi hanno dovuto giocoforza immergersi in un mondo diverso, i loro pensieri sono stati portati in una dimensione altra da quella della violenza, sia attiva che passiva a cui sono abituati». Durante i momenti d’incontro con i familiari è venuto fuori tutto il loro orgoglio per aver raggiunto un risultato totalmente lontano dalle più rosee aspettative e questo ha creato un feedback positivo dal punto di vista educativo per i figli, racconta Claudio Napoli , docente di sala e referente dei rapporti con il carcere. I detenuti hanno ricevuto i complimenti, non di circostanza, dal presidente della commissione professor Gaetano Marseglia .

«Mi congratulo con chi ha creduto in questa realtà, la polizia penitenziaria che ha assicurato un clima disteso e sicuro ai docenti e il comandante Gianluigi Lancellotta . Grazie per la vicinanza istituzionale e, soprattutto, umana della dottoressa Rita Romano . Ma la mia riconoscenza va soprattutto ai ragazzi che hanno preso davvero sul serio il percorso di studi e si sono presentati all’esame con un livello di preparazione decisamente buono, tenuto conto anche dell’emergenza Covid». «La valenza delle regole non deve essere solo imposta dall’alto, ma posta in essere con l’esempio - chiosa Rita Romano, direttore della casa circondariale – e la scuola è uno degli strumenti migliori. L’esperienza di Fuorni dimostra che se si combattesse seriamente la dispersione scolastica, le carceri sarebbero meno affollate».

Carmen Autuori