L'INCHIESTA

Salerno, deviazione del Fusandola: in dodici vanno a processo

A metà luglio in aula tecnici dell’Utc e commissari che approvarono il progetto

SALERNO - Funzionari comunali, tecnici e imprenditori a giudizio per la vicenda della deviazione del torrente Fusandola. È la decisione a cui è giunta il gup Giovanna Pacifico del tribunale di Salerno al termine dell’udienza preliminare di ieri. Lo stesso giudice ha ammesso le associazioni Italia Nostra e Comitato No Crescent (assistiti dagli avvocati Oreste Agosto e Giuseppe Della Monica) quali parti civili. Definito anche il giudizio abbreviato chiesto dall’ingegnere Benedetto Troisi, attraverso il suo legale, l’avvocato Guglielmo Scarlato. Il professionista salernitano è stato condannato a 1 anno e 8 mesi con i benefici di legge. Si avvia, dunque, alla fase dibattimentale il processo sulle presunte irregolarità per un’opera parziale della trasformazione urbanistica dell’area di Santa Teresa.

A processo sono chiamati Luca Caselli, Lorenzo Criscuolo, ex funzionario comunale, e Antonio Ragusa che, negli anni, hanno svolto il ruolo di rup dei provvedimenti edilizi finiti al centro dell'inchiesta. Sul banco degli imputati sono chiamati anche i componenti della commissione di validazione dei progetti che hanno modificato il tracciato del corso d’acqua: Ciro Di Lascio di Baronissi, Massimo Natale, Luigi Pinto e Marta Santoro. L’elenco degli imputati continua con Vania Marasco e Paolo Baia, entrambi di Roma, in qualità di direttore dei lavori. A giudizio si ritrovano anche anche Maria Maddalena Cantisani, dirigente del settore urbanistico del Comune (ma solo per le presunte violazioni paesaggistiche), Antonio Ilario della Esa Costruzioni e Salvatore De Vita del Consorzio Tekton. (re. cro.)

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