RIFORME & SOLDI

Salerno, dal governo “regalo” da cinque milioni

Con la rottamazione delle cartelle e la flat tax “buco” nei conti del Comune

SALERNO - «Non aumenteranno l’addizionale Irpef, l’Imu e i tributi; né ci saranno significativi tagli ai servizi». L’assessore comunale al bilancio, Luigi Carmelo Della Greca , dopo l’approvazione del bilancio preventivo in giunta, rassicura sul contenuto dello strumento finanziario del Comune. Sul bilancio pesavano i tagli dei residui attivi, conseguenza della legge sulla rottamazione delle cartelle fino a mille euro; e la Flat tax, introdotta dal Governo.Ma il vero incubo per i contribuenti salernitani - la città capoluogo è già all’undicesimo posto in Italia per addizionale Irpef più alta applicata - era appunto un aumento dell’Imposta. Nella “Geografia del carico fiscale in Italia”, stilato da Confprofessioni e riportato dal Sole 24 Ore, infatti, per il prelievo totale in euro di addizionali regionali e comunali in tutti capoluoghi, Salerno è a una quota 553 euro pro capite, mentre a Napoli è a una di 495 euro, a Benevento di 485, ad Avellino di 437 euro e a Caserta di 590 euro. Il capoluogo salernitano si conferma nella fascia alta del carico fiscale, prossima a quella nera dove campeggiano Roma con 771 euro e Milano con 654. Nel Mezzogiorno, Salerno è la seconda città per il peso dei contributi regionali e comunali pagati per ogni persona dopo la quota di Caserta.

Salvatore De Napoli