IL FATTO

Salerno, così la droga light sconfigge i narcos

Lo studio dell’Ateneo cittadino smentisce il ministro Salvini

SALERNO - La “stretta” sui droga shop voluta dal ministro dell’Interno, si scontra con i dati di una ricerca che ha preso piede all’Università di Salerno. Secondo i suoi esiti, la vendita legale di derivati della cannabis penalizzerebbe la criminalità organizzata. La nuova crociata del segretario della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, che ha dichiarato guerra ai negozi di cannabis, ha scatenato un’accesa discussione sulla messa in commercio della sostanza in versione “light”. I temi, in pratica, su cui si concentra lo studio “Light cannabis and organized crime: Evidence from (unintended) liberalization in Italy”, pubblicata ad aprile dalla rivista scientifica European Economic Review. Gli autori sono il professore associato di Scienza delle Finanze, Vincenzo Carrieri, dell’Università della Magna Grecia di Catanzaro, e i ricercatori Leonardo Madio dell’ateneo di Louvain in Belgio e Francesco Principe dell’Erasmus School of Economics di Rotterdam. Conclusa a Catanzaro, la ricerca era stata avviata quando Carrieri e Principe erano docenti all’ateneo di Salerno. Tutto parte dalla legge del gennaio 2017 che incentiva l’uso di canapa industriale. Il lavoro si focalizza su un periodo pari a un anno, a partire da maggio 2017, in concomitanza con il boom dei canapa shop (sono 153 in tutta Italia i negozi Easyjoint, senza contare la vendita online).

Francesco Ienco