IL CASO

Salerno, baby calciatori nella rete di “Golmorra”

Nel mirino le scuole calcio che rifiutano di scendere a patti con i procuratori

SALERNO - Pacche sulle spalle, sorrisi, parole di circostanza ma, per chi si è mostrato sordo, intimidazioni, con tanto di minacce verbali, oltre che inviti tutt’altro che larvati a desistere dall’operare nell’interesse unico dei baby calciatori. La squadra di chi non vuole rispettare le regole contro quella che nei fatti scende in campo, ogni giorno ed a costo di sacrifici, senza infrangere i valori dello sport. Partita spesso impari. Un calcio alla passione per il gioco più amato dagli italiani e che vede protagonisti personaggi senza scrupoli intervenuti con “consigli” interessati in particolare ai responsabili di scuole calcio nell’Agro Nocerino Sarnese ed a Sud di Salerno. Tanto che qualcuno, nel tempo, pur decidendo di non cedere alle pressioni, ha interrotto l’attività oppure l’ha temporaneamente ceduta a terzi per la gestione.

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