IL CASO

Salerno, automobilisti ostaggio nel parcheggio giostra

Le attrazioni occupano quest’anno entrambe le aree del sottopiazza Concordia ma nessun cartello avvisa dell’arrivo dei camion e le vetture restano intrappolate

Parcheggi addio, almeno fino a gennaio, in tutto il sottopiazza della Concordia. Se negli anni scorsi l’area occupata da ruota panoramica e giostre era soltanto la metà del piazzale (quella a ridosso delle scalette che conducono al Lungomare) quest’anno il Comune ha deciso di accogliere la richiesta giunta dai privati e di concedere l’utilizzo dell’intero sottopiazza, sottraendo ulteriori decine di posti auto in una città che già nello scorso fine settimana è rimasta soffocata dal traffico incessante di residenti e visitatori in cerca – vanamente – di uno spazio dove fermare l’automobile.

Ma non è tutto. Nella città che aspira a definirsi europea capita che il trasporto eccezionale delle attrazioni avvenga senza essere accompagnato da alcun dispositivo di traffico, senza l’ausilio della polizia municipale né del personale di Salerno Mobilità e senza nemmeno un cartello che avvisasse gli ignari automobilisti dell’indisponibilità del parcheggio da una certa ora in poi, cioè del rischio di rimanervi intrappolati. È quello che è accaduto martedì sera, quando ai centralini di polizia e carabinieri è giunta una richiesta di intervento da parte di una famiglia rimasta ostaggio delle manovre dei tir, a loro volta ostacolati dalla presenza, sulla discesa che conduce al sottopiazza, della consueta fila di veicoli in sosta vietata. Nessuno aveva disposto di rimuoverli, nemmeno in occasione di un transito che di per sé si preannunciava complesso e che ha finito per allungare anche sulla carreggiata superiore una coda di camion. Segnalare il caso ai vigili urbani? Inutile. «Non abbiamo pattuglie, chiamate la polizia» la risposta della sala operativa quando erano appena passate le 11 di sera.

La scena si è ripetuta, con poche variazioni, ieri mattina. Questa volta una pattuglia di vigili c’era – a multare le auto in divieto e a regolare l’ingresso dei camion – ma continuava a mancare qualsivoglia avviso sull’inutilizzabilità del parcheggio