L'INTERVISTA

Sabino Cassese: «Sconfitto il Sud piagnone e inutilmente ribelle»

Il successo di Matera mostra che il riscatto è possibile

Matera e la volontà di riscatto del Mezzogiorno attraverso la valorizzazione del suo territorio, della sua cultura. Ne abbiamo parlato col professor Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale e professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa e Ministro per la Funzione Pubblica del 50° Governo della Repubblica italiana, presieduto da Carlo Azeglio Ciampi.

La trasformazione di Matera, da città della miseria del dopoguerra a capitale della cultura europea, in che misura è una lezione per l'Italia? Lezione doppia. Perché mostra che il riscatto è possibile. Perché premia la concentrazione degli sforzi e il “pensiero lungo” (Raffaello De Ruggieri che 50 anni fa si rende conto della ricchezza nascosta di una città). Chiarezza d’idee, perseveranza, capacità realizzative.

Non crede che il levismo, cioè quella costante lettura del Mezzogiorno secondo il fortunato libro di Carlo Levi, abbia inciso anche negativamente sul destino delle classi dirigenti del Mezzogiorno? Cioè sempre ripiegate su una capacità di riscatto mai compiuta? Il Mezzogiorno ha nutrito una letteratura piagnona e di denuncia, talora di protesta. Poche volte di proposta. Sono mancate capacità realizzative, costanza, impegno continuo. Sono abbondate ribellismo, sogni, inerzia.

Il Mezzogiorno di oggi non è quello di ieri, nè, soprattutto quello del dopoguerra. Perchè nel miracolo italiano anche il Sud espresse la sua dignità e provò a rialzarsi? Qui i giudizi non sono unanimi. Io ritengo che il Mezzogiorno di ieri fosse più povero, ma più ricco di futuro. Aveva più speranze. Ora mi pare ripiegato su sé stesso, anche se alcune zone stanno fiorendo. Sono sempre stupito da una realtà: il Mezzogiorno ha dato tanto al Paese in termini di classe dirigente, ma questa classe dirigente mi pare aver dato poco alla propria terra di origine. Se non erro nella valutazione, questa ipotesi andrebbe verificata. E forse smentirebbe la tesi del clientelismo meridionale.

(e.c.)