erano nella cuccia del cane 

Ritrova 90 milioni di lire Dai giudici per il cambio

Un tesoro dal passato: un salernitano ritrova 90 milioni di lire, erano nascosti nella cuccia del cane. È la storia incredibile accaduta a Giulio C., un 50enne di Salerno residente a Treviso. La zia...

Un tesoro dal passato: un salernitano ritrova 90 milioni di lire, erano nascosti nella cuccia del cane. È la storia incredibile accaduta a Giulio C., un 50enne di Salerno residente a Treviso. La zia materna dell’uomo, impiegato in Veneto, è deceduta circa due mesi fa ad 88 anni e gli ha lasciato in eredità immobili, conti correnti e anche una villa a Firenze. Dieci giorni fa ha Giulio raggiunto l’abitazione nella città toscana e tra le stanze della villa ha fatto una scoperta che lo ha lasciato di stucco. In una cassetta di ferro, nascosta nella cuccia del cane vuota da anni, c’erano conservati ben 90 milioni di lire. Più di 45mila euro al cambio, ed è proprio questo il “problema”.
Per cambiare i 90 milioni di lire, custodite in banconote di vario taglio, l’uomo ha in prima battuta contattato la Banca d’Italia per chiedere informazioni su come agire. Giulio voleva sapere come effettuare il cambio ma dagli uffici gli hanno risposto che questa operazione non è più possibile perché sono passati oramai 19 anni dal 2002, quando entrò in vigore l’euro.
Il salernitano non si è dato per vinto, si è rivolto all’associazione “Giustitalia”, che a livello nazionale si occupa, tra le altre cose, anche della conversione delle lire in euro. L’obiettivo è quello di ottenere la conversione: richiesta avanzata davanti al Tribunale Civile di Roma. A spiegare il quadro legislativo sono stati proprio Luigi De Rossi e Chiara Missori di “Giustitalia”: «Il 28 febbraio 2002 le banconote e le monete in lire hanno cessato di avere corso legale. Il termine per la conversione delle banconote in lire non prescritte era fissato al 28 febbraio 2012. Il 6 dicembre 2011 il legislatore ha anticipato la prescrizione delle lire dal 28 febbraio 2012 al 6 dicembre 2011, con decorrenza immediata. Il 7 ottobre 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della norma, nella parte in cui disponeva l’anticipazione della prescrizione delle lire rispetto al termine originario - proseguono - Il 21 gennaio 2016 il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel dare esecuzione alla sentenza della Corte Costituzionale e al fine di garantire certezza e trasparenza alle operazioni di conversione, ha previsto l’onere, a carico del soggetto che richiede la conversione, di dimostrare di aver presentato la richiesta di cambio delle lire tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, specificandone l’importo. Il 22 gennaio 2016 le Filiali della Banca d’Italia aperte al pubblico hanno iniziato a effettuare le operazioni di cambio delle lire nel rispetto delle istruzioni impartite dal Mef». In pratica la normativa ha lasciato uno “spiraglio” per le operazioni di cambio, tant’è che dal 2016 al 2021 sono state ben 263 le conversioni per un importo totale di 2,6 milioni di euro. E pare ci possa essere una riapertura dei termini, perchè attualmente in Italia esiste la prescrizione ordinaria decennale, ma il termine iniziale dei 10 anni decorre da quanto il soggetto può far valere il proprio diritto. (m.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA