Ristoranti, si riparte «Tante prenotazioni Avanti con le regole» 

Gestori e cuochi si preparano alla “prima” dell’era Covid «È come all’inaugurazione: daremo sicurezza e serenità»

«È come il giorno della nostra inaugurazione: per il pranzo c’era qualche prenotazione, poi arrivò il fine settimana e da quel momento siamo stati sempre pieni. È come se dovessimo ricominciare tutto d’accapo...». Seduto all’interno della sua Pignalosa ancora nella penombra, Enzo Esposito, è tra i ristoratori che ieri hanno riaperto il proprio locale ai clienti. Nella pizzeria gourmet le sedie sono ancora sui tavoli per la recentissima pulizia, nel locale accanto si stanno ancora sistemando tutti gli ultimi accorgimenti mentre all’esterno si ridipingono i tavolini. «Ho dovuto rinunciare almeno al 50% dei coperti anche se la possibilità di ampliare lo spazio per sedi e tavolini è stato fondamentale. Ora per noi è un nuovo inizio e affrontiamo questi cambiamenti con spirito positivo». A terra, la distanza di oltre un metro è ben evidenziata e con molta soddisfazione i collaboratori di Esposito mostrano il cartello all’ingresso della toilette che detta le regole per la corretta igiene, i dispenser pronti per i clienti e i menu plastificati così da poter essere disinfettati costantemente.
«Sì, non si preoccupi siamo sempre gli stessi e anche la cucina non è cambiata», risponde al telefono Alessandro Nazzaro, numero uno dell’Antica trattoria napoletana Antonio La Trippa. «I clienti stanno prenotando - spiega - e vogliono essere certi che tutto è rimasto com’era». L’entusiasmo e la voglia di fare non mancano nemmeno in questo ristorante di via Roma: «Ho fatto sentire i miei dipendenti come la mia famiglia, non potevo certo sottrarmi quando non ricevano i soldi della cassa integrazione e non sapevano come fare la spesa. Ora è importante ripartire, anche se sono passato da 130 a 60 coperti nella saletta interna: dobbiamo comunque tenere duro». Per il resto, conclude, «non avremo orari di chiusura e, per quanto ci riguarda sanificavamo già il locale prima di covid 19 quindi queste regole così scrupolose non ci colgono di sorpresa».
Alla Pescheria, invece, si è immaginato di fare della necessità del distanziamento una virtù, creando dei privè con pannelli di vetro trasparente che, oltre a conferire maggiore sicurezza dal punto di vista sanitario, offrono anche una maggiore privacy. Anche in questo ristorante del centro le telefonate per le prenotazioni arrivano ormai dalla mattina e, finalmente, ritornano anche i fornitori. Una volta effettuata la prenotazione, ai clienti viene recapitato anche il menù così hanno la possibilità di non maneggiare la carta al tavolo. Il pane viene rigorosamente servito nei piattini e per l’accesso alla toilette è consigliato indossare la mascherina e disinfettare le mani.
«Anche le maniglie vengono sanificate dopo ogni accesso. È fondamentale - spiega il maître, Isidoro Menduto - che i nostri ospiti abbiano un messaggio di sicurezza e di serenità. Il nostro approccio deve essere rigoroso ma equilibrato, senza mai infondere ansia». In cucina lo chef Luigi Iapigio e la sua brigata indossano mascherine che ricordano il mare: «La vetrina col pescato resta la vera protagonista per il resto siamo pronti ad accogliere i clienti nel rispetto di tutte le regole».(e.t.)
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