L'INCHIESTA

Rissa tra minori a Giffoni Sei Casali, c’era il nipote del boss di Salerno

Il nonno di uno dei 9 ragazzi fermati è un capoclan del capoluogo. Al vaglio i collegamenti con la zuffa di San Cipriano Picentino

Il nipote del “boss”. C’era anche lui, quel giovedì sera di fine aprile, quando, allo scoccar d’un vano coprifuoco, l’asfalto di via Europa, nel cuore di Prepezzano di Giffoni Sei Casali, s’è tramutato nell’improvvisato ring d’un inglorioso regolamento di conti a colpi di roncole e mazze, durante la quale un ragazzino di 16 anni ha rimediato danni cerebrali permanenti. Guerriglia urbana: di mezzo una ragazzina, che aveva rotto con uno dei due contendenti e s’era fidanzata con l’altro. E i due rivali, un 17enne di Castiglione del Genovesi ed un 15enne dal sangue partenopeo che vive a Giffoni Sei Casali, avevano preso a chiamare gli amici e a pianificare la resa dei conti. La legge del più forte, per chiarire chi è il migliore. E tra i “convocati” c’era pure un quindicenne salernitano che porta il nome ed il cognome del nonno, ritenuto il cassiere d’un clan operante tra il capoluogo e i Picentini. Uno dei più agguerriti, a quel che è emerso dalle indagini coordinate dal pm Patrizia Imperato e portate avanti dai carabinieri della Compagnia di Battipaglia, agli ordini del maggiore Vitantonio Sisto, insieme agli uomini della polizia giudiziaria presso la Procura per i minorenni, al comando del maresciallo capo Antonella Sicignano.

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