IL CASO

Rifiuti tossici interrati, l’affare della camorra nel Cilento

Si continua a scavare nell’area di 50mila mq sequestrata dai pm a Salento

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SALENTO - L’ombra della camorra dietro i rifiuti sotterrati in Cilento. Gli inquirenti della procura di Vallo della Lucania stanno cercando di scoprire da chi era gestito il business dei rifiuti nei terreni in località “Piana” del Comune di Salento. Rifiuti che le pale meccaniche della procura continuano a tirare fuori dal sottosuolo.

Oltre 50mila metri quadri di terreno sottoposto a sequestro in cui sarebbero stati nascosti rifiuti di ogni genere. Si tratta di fondi privati che negli anni ’90 erano stati affittati ad imprenditori senza scrupolo. Un business imperniato su rifiuti dannosi sia per l’ambiente sia per chi ne viene a contatto, ma che ha fatto risparmiare miliardi di vecchie lire a chi doveva smaltire gli scarti altrove. E dietro ad un affare così redditizio gli inquirenti sospettano che ci possa essere la mano della criminalità organizzata.

Vincenzo Rubano

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