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Rifiuti nel Salernitano, lo sfogo: «Non siamo la pattumiera pronti alla disobbedienza»

Comitati e politici analizzano i motivi di opposizione ai nuovi impianti

SALERNO. A Battipaglia, da mesi, la città si mobilita contro il progetto della Regione di ampliare lo stir e realizzare uno degli impianti di compostaggio previsti dal piano rifiuti. A spiegare le ragioni della protesta, in un forum nella redazione de “la Città”, sono l’ex consigliere regionale Raffaele Cucco Petrone, leader del comitato “Battipaglia dice no”, e l’avvocato Federico Conte, coordinatore provinciale di Mdp.
Con l’aumento di rifiuti, i cittadini paventano rischi per l’economia della Piana del Sele. Quali sono?
Petrone: «Una foto aerea presa da Google mostra chiaramente le tante serre che circondano lo stir di Battipaglia. Mi immagino domani un qualunque imprenditore della grande distribuzione che arriva lì per trattare su una produzione, scende dalla macchina e si trova in questa situazione. Dobbiamo capire se c’è un progetto politico. Se la provincia ha retto durante la crisi lo deve all’agricoltura della Piana del Sele, cresciuta del 7%. Invece di pensare al biologico, alla filiera del latte, la politica non ha la capacità di progettare il destino di un territorio».
Conte: «La Regione, concentrando una enorme capacità potenziale nei privati di una sola zona, ha fatto una scelta strategica. Teoricamente si arriva alla possibilità di ospitare 2,4 milioni di tonnellate di rifiuti su una produzione regionale di 2,6. Cioè la Piana del Sele è destinata a questa funzione nell’intero ciclo regionale. Questa destinazione è incompatibile con una serie di altre prospettive, che hanno a che fare con la sua vocazione turistica, la bonifica della fascia costiera, una ulteriore infrastrutturazione logistica per i trasporti, la battaglia per l’alta velocità fino a Battipaglia o a Sapri per favorire l’accesso al Cilento».
Si parla dei miasmi provenienti dall’impianto di compostaggio di Eboli, quanto incidono sulla valutazione del problema?
Petrone: «Ormai non si riesce più a capire i miasmi da dove provengano. L’impianto di compostaggio di Eboli emette miasmi. Lo stir di Battipaglia, trattando indifferenziato, è oggettivamente impattante ed emette miasmi. Ci sono gli impianti privati che in talune circostanze, lasciando materiale nel piazzale, emettono miasmi».
Conte: «In questo momento l’impianto di Eboli è assolutamente privo dei requisiti di legge e non è in sicurezza. Parliamo di qualcosa che è poco più di un telone. È tutto agli atti dell’Arpac. Ma alla formazione di miasmi concorrono molto anche gli impianti privati».
Gianmaria Roberti
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