SANITA'

Riesplode la guerra del 118: le “Croci” tornano al Tar

Le associazioni che fecero cancellare il vecchio bando ora contestano il nuovo

SALERNO - Corsi e “ricorsi” storici, come quelli proposti e riproposti dalle Croci ai giudici del Tribunale amministrativo regionale. Bando dopo bando, si rinfocola l’eterna guerra del 118. L’ebolitana “Croce Gialla” e la puteolana “Napoli Soccorso”, le stesse associazioni di primo soccorso che a luglio scorso ottennero l’annullamento della vecchia, illegittima maxi-gara per il servizio di trasporto sanitario d’emergenza e urgenza del 118 dell’Asl di Salerno, trascinano di nuovo l’Azienda di via Nizza davanti ai giudici del Tar. Casus belli l’ultimo bando, indetto ai primi di marzo. L’accusa è quella d’aver predisposto un “bando fotocopia”, ché se formalmente si tiene conto delle censure formulate dalle toghe di Largo San Tommaso, nella sostanza le cose stanno diversamente: la pensano così Sofia Spagnuolo di “Croce Gialla” e Luca D’Angelo di “Napoli Soccorso”, assistiti dall’avvocato Marcello Fortunato , che reclamano un altro colpo di spugna sulla procedura “bis”, che vale 40 milioni d’euro: 26,7 per i primi 24 mesi, altri 13,3 milioni in caso di un’estensione del servizio per ulteriori 12 mesi.

Il lemma della discordia è lo stesso del 2020: “avvalimento”, parolone che, tradotto dal burocratese, indica quell’istituto giuridico che consente agli operatori sprovvisti di determinati requisiti, reclamati da un bando, di prenderli “in prestito”, in sede d’appalto e attraverso impegni contrattuali, da altri soggetti che quei parametri, invece, ce li hanno. Col capitolato d’un anno fa non era possibile servirsene. Poi “Croce Gialla” e “Napoli Soccorso” si rivolsero al Tar, e i giudici sentenziarono l’illegittimità del niet . «Incredibilmente tuonano le associazioni ricorrenti - il vizio viene sostanzialmente reiterato», ché «l’avvalimento risulta solo formalmente ammesso». La gara bandita dal direttore generale Mario Iervolino - che s’è affidato all’ormai ex responsabile del Servizio 118, Gerarda Montella , poi travolta dal ciclone giudiziario che s’è abbattuto sull’impero del “ras delle sirene” capaccese Roberto Squecco , ed al numero uno del Dipartimento integrato dell’Emergenza, il presidente dell’Ordine dei medici Giovanni D’Angelo - contempla l’istituto giuridico ma non per la dimostrazione dei requisiti generali e d’idoneità professionale né per comprovare l’esperienza d’almeno un anno continuativo di servizio nel 118, ed è merce rara nel Salernitano, dove da anni le gare sono un miraggio. Di qui la corsa al Tar.

Le “Croci” impugnano pure il prerequisito dell’anno di servizio, ritenendolo ingiustificatamente escludente, oltre alla limitazione di “prestito di soccorso”: l’associazione chiamata in avvalimento può supportare una sola concorrente. Parametro ingiustificatamente restrittivo per Spagnuolo e Luca D’Angelo, per i quali il lacciuolo andrebbe ristretto a ciascuno dei 15 lotti, e non all’intera gara. E se “Croce Gialla” e “Napoli Soccorso” impugnano il bando, c’è già chi leva gli scudi a difesa della gara: è il caso della “Associazione di Volontariato dei Quattro Comuni” di Piaggine, che fa capo al docente Vincenzo Marra ed è difesa dal legale Ferdinando Belmonte . Interviene ad opponendum , contro le “Croci ribelli”: dopo aver rimarcato d’essere «scevra da cointeressenze con agenzie funebri » (altra delicata questione che da decenni scuote il mondo del 118) la onlus cilentana contesta punto per punto i rilievi di Spagnuolo e Luca D’Angelo. La camera di consiglio è fissata per il 14 d’aprile: giorno dell’ultima parola nella guerra del 118. Come un anno fa. La storia si ripete. L’Emergenza pure.