Racket della sosta in città Nuovo blitz anti abusivi 

Un altro giro di vite sui parcheggiatori dopo gli arresti dello scorso luglio I carabinieri hanno pattugliato ieri le zone calde. Lite nei pressi di Villa del Sole

Nuovo giro di vite sul racket della sosta. Dopo gli arresti dello scorso luglio (ventisette ai domiciliari e otto in carcere) la Procura non ha mai spento i riflettori sul fenomeno dei parcheggiatori abusivi, e nella giornata di ieri una nuova operazione dei carabinieri si è svolta a tappeto in tutte le zone della città. I controlli si sono susseguiti per l’intera giornata, e secondo le indiscrezioni avrebbero riguardato sia persone già coinvolte nell’inchiesta di luglio che altre che nel corso di questi mesi hanno occupato le zone lasciate scoperte dagli arresti. Attimi di tensione si sono registrati nei pressi della casa di cura “Villa del Sole”, nel rione Petrosino, dove nel pomeriggio di lunedì due posteggiatori avrebbero litigato per la spartizione delle aree e dove ieri mattina i carabinieri della Compagnia, coordinati dal maggiore Pier Paolo Rubbo, sono intervenuti di nuovo, portando via un abusivo. Secondo le testimonianze qualcuno avrebbe cercato di difenderlo, provando persino a farlo scendere dall’auto dei militari, che però è partita in direzione della caserma.
Le fila del nuovo giro di vite potrebbero essere tirate a breve. Intanto ieri mattina è stata rinviata, per assenza delle notifiche ad alcuni imputati, la prima udienza del processo agli oltre trenta parcheggiatori arrestati in estate. Rispondono tutti di estorsione, in alcuni casi aggravata dall’avere approfittato di condizioni di debolezza delle vittime (ad esempio anziani e donne). Dagli atti di quel processo emerge la mappa di una città in mano agli abusivi, che si appostano nei pressi di locali pubblici, cinema, ospedali e cliniche private e non desistono dall’imporre il “pizzo” anche dove la sosta è già a pagamento. In piazza Amendola, tra Comune e Questura, le indagini del sostituto procuratore Elena Guarino hanno rivelato che risulta che alcune aree erano state persino transennate, consentendo la sosta soltanto a chi pagava (oltre ai 2,50 euro orari a Salerno Mobilità) anche un obolo che arrivava fino a 5 euro. Oltre settanta gli automobilisti che i carabinieri della Compagnia hanno individuato come vittime del racket, estorsioni in qualche caso esplicite ma più spesso ritenute implicite per le condizioni ambientali e l’atteggiamento minaccioso di chi le attuava. La Corte di Cassazione, respingendo alcuni ricorsi dei difensori, ha condiviso questa interpretazione “estensiva” del reato, consentendo di fatto alla Procura di andare avanti nelle indagini mantenendo intatto l’impianto accusatorio. Le verifiche si sono così ampliate, spingendosi ad approfondire l’esistenza di un’eventuale rete di collegamento tra alcuni professionisti della sosta abusiva.
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