LA POLITICA

Primarie, nei “Dem” è già resa dei conti

Convocata una riunione della segreteria provinciale per l’analisi del voto

SALERNO - È inutile nasconderlo: il risultato delle primarie nazionali a Salerno non ha soddisfatto il presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Che, pur non esponendosi in prima persona (tant’è che non ha neppure votato) aveva puntato forte su Maurizio Martina, dopo il dietrofront di Marco Minniti. Martina è stato sponsorizzato dal deputato (e figlio del governatore) Piero De Luca, oltre che da tutta la governance del Pd provinciale, con in testa il segretario Enzo Luciano, e da diversi consiglieri regionali, fedelissimi di De Luca senior. Zingaretti, invece, ha potuto contare sull’appoggio degli esponenti locali di Areadem, degli ex parlamentari Tino lannuzzi, Alfonso Andria e Simone Valiante, del consigliere regionale Tommaso Amabile, dell’ex consigliere regionale, Anna Petrone. In teoria, dunque, non ci sarebbe dovuta essere partita e Zingaretti a Salerno sarebbe dovuto essere travolto dal ciclone Martina. Così non è stato e, perciò, nella segreteria provinciale del Pd, da ieri sera, si sta cercando di fare un’analisi approfondita del voto. E, soprattutto, si sta tentando di capire i motivi della mezza débacle. Perché Martina ha sì sopravanzato Zingaretti ma non con quella percentuale bulgara, diventata oramai una consuetudine in quest’ultimi anni per tutti i candidati sostenuti dal governatore. La matassa da sbrogliare non è, dunque, di quelle semplici e il dilemma che si pone non è di facile soluzione. Il tempo, però, stringe e bisogna fare in fretta, in vista delle europee e, in particolar modo, delle elezioni regionali del prossimo anno. Perciò nei prossimi giorni ci sarà un summit per fare il punto della situazione e per ripartire nuovamente alla conquista del Pd salernitano, in cui, mai come questa volta, soffiano venti di guerra.

Gaetano de Stefano