Pietro Spirito

LA REPLICA

Porto di Salerno, Spirito: «Alla fine del lavoro tireremo le nostre somme»

Da Pietro Spirito, presidente Autorità portuale Mar Tirreno Centrale, riceviamo e pubblichiamo .

«Basta la garanzia di un asterisco per poter qualificare le parole in libertà di chi non riesce ad articolare un pensiero di senso comune. In un mondo globale, c’è ancora chi non riesce nemmeno a guardare oltre il suo ombelico. Ma lasciamo perdere i provincialismi, che fanno parte di una Italietta incapace di collocarsi nel contesto internazionale. Sui dragaggi a Salerno la questione è chiara, per chi la vuole conoscere. Un anno fa si è completata la procedura Via, con una serie di prescrizioni ma senza l’autorizzazione. In un anno abbiamo adempiuto a tutte le prescrizioni, ed effettuato anche lo spianamento dei fondali.

Avevano ricevuto, noi e la Regione, certezze sul rilascio della autorizzazione nel momento in cui avessimo certificato l'adempimento delle prescrizioni, direttamente dalla direzione generale del Ministero, senza tornare alla Commissione Via. Non è andata così. Tutto l'incartamento torna alla Commissione Via, con l’indicazione che riceveremo l’autorizzazione alla fine del mese di agosto. Staremo a vedere».

Pietro Spirito

Stia tranquillo, presidente Spirito, che dietro un asterisco c’è un giornale, una comunità di persone che è capace di guardare al mondo pur senza volare a Los Angeles. Sarà l’effetto del pendolarismo con la California che il fuso orario le fa perdere le coordinate del luogo dove è stato chiamato ad esercitare una funzione istituzionale per la quale deve rispondere ai cittadini, non a se stesso nè alle sue sperimentazioni sulla globalizzazione delle acque. L’interrogativo è di una disarmante semplicità, guardando il Mediterraneo e non l’Oceano Pacifico: è possibile, a Salerno, attuare il progetto per il dragaggio del porto, ufficialmente in piedi dal 2013? Lei è stato chiamato anche per questo compito non solo a governare Napoli e le fortune delle acque del Tirreno Centrale. Arriva in ritardo sulla globalizzazione delle acque, presidente Spirito. Basterebbe che leggesse Fernand Braudel, uno storico del Novecento che descrisse il Mediterraneo, la sua memoria e il suo futuro. Ma è un francese e di questi tempi è indigesto all’Italietta degli incapaci. (*)