Pontecagnano, test politico provinciale 

Dopo Sica il centrodestra si compatta al fianco di Pastore. Il Pd punta su Lanzara. In corsa anche Bisogno, Ferro e Longo

PONTECAGNANO. La tensione si taglia a fette. E la citta è spaccata. Perché finita l’era Ernesto Sica adesso è tempo di trovare il “successore” a Palazzo di Città. A Pontecagnano Faiano, infatti, il sindaco uscente non potrà ricandidarsi, in quanto ha esaurito il bonus dei due mandati consecutivi. E la sua assenza rende la competizione ancora più incerta ed elettrizzante.
Sica, del resto, ha rinunciato pure a schierarsi in campo come consigliere e ha giurato fedeltà al centrodestra. Centrodestra che, per ultimo, ha scoperto le carte, ufficializzando, solo ieri, la discesa in campo, come candidato primo cittadino della coalizione, di Francesco Pastore. L’ex assessore comunale ha avuto l’ok non solo di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega ma anche di Noi con l’Italia-Udc e del Popolo della famiglia. E Sica ha passato idealmente il testimone a Pastore, definendolo «patrimonio umano e politico di questa città».
Che la sfida lanciata sia di quelle importanti è confermata dalla presenza dei massimi rappresentanti provinciali del centrodestra: Roberto Celano (Forza Italia), Imma Vietri (Fratelli d’Italia), Alberico Gambino (Noi con l’Italia-Udc), Mariano Falcone (Lega) e Raffaele Adinolfi (Popolo della famiglia). Un concetto è stato ribadito più volte: la scelta di Pastore è stata condivisa. Tant’è che «ognuno ha fatto un passo indietro – ha precisato Celano – per trovare una candidatura unitaria».
Tra coloro i quali hanno messo da parte le ambizioni personali c’è anche l’ex consigliere provinciale Antonio Anastasio che, come ha sottolineato Vietri «era stato individuato come il nostro candidato sindaco».
Da Pontecagnano, dunque, parte il laboratorio del centrodestra, in quanto «per la prima volta – ha spiegato Falcone – ci confrontiamo tutt’insieme, dopo le politiche, in una città importante, in un progetto che vuole scardinare l’occupazione militare, da parte del Partito democratico, del territorio».
Dal canto suo Pastore ha annunciato che tenterà di abbassare i toni di una campagna elettorale che, già da ora, s’annuncia molto frizzante. «Non offenderemo la storia politica e personale di nessuno – ha avvertito – perché la città è già lacerata da questioni personalistiche. E, allo stesso modo, non consentiremo che qualcuno giudichi il nostro operato, attribuendosi una patente di superiorità morale». A dare man forte a Pastore, ci potrebbero essere ben 7 liste, perché accanto a quelle dei partiti si stanno organizzando anche alcune coalizioni civiche. La corsa di Pastore, però, non sarà priva d’ostacoli. Lungo il suo tragitto, infatti, per il momento troverà almeno 4 avversari: Giuseppe Lanzara, candidato del Partito democratico, il civico Giuseppe Bisogno, Franco Longo (Sinistra italiana) e Giovanni Ferro. Ma non è escluso che anche altri aspiranti sindaco possano scendere in campo.
Lanzara, che già 5 anni fa tentò, senza successo, la scalata, da tempo è in campagna elettorale. E la cittadina, da alcune settimane, è tappezzata dai suoi manifesti. E che il Pd abbia puntato forte su di lui non è un mistero, tant’è che la settimana scorsa, a portare sostegno e a garantire l’impegno del partito, è stato pure il neo deputato Piero De Luca, primogenito del governatore. Oltre al Partito democratico, tuttavia, al fianco di Lanzara ci saranno altre 6 (se non addirittura 7) liste d’espressione civica. La sinistra a Pontecagnano, però, è divisa. Perché anche l’imprenditore Bisogno, che si è presentato all’elettorato con il suo progetto di “città pubblica” proviene dalla stessa ideologia politica, tant’è che ha sostenuto il neo deputato di Leu, Federico Conte, alle scorse elezioni politiche. Bisogno, però, che potrà contare, per ora, su 3 liste, sembra in grado di attingere anche dal bacino di voti di Sica. E questa circostanza contribuisce a rendere la competizione ancora più incerta. Fuori gioco, almeno apparentemente, è il Movimento 5 Stelle che, all’ultima tornata elettorale, è stato abbondantemente il primo partito di Pontecagnano. Ma si sa, le comunali hanno un altro sapore. E, soprattutto, in una città di medie dimensioni, come Pontecagnano, conta molto, oltre che l’appartenenza politica, anche la storia personale.
Gaetano de Stefano
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