IL CASO

Pontecagnano Faiano, niente rifiuti: “Eco Sider” vende i suoli

Il gruppo Piccolo tratta la cessione con due imprese: s’indebolisce l’ipotesi di un impianto in via Irno

PONTECAGNANO FAIANO - Due gruppi imprenditoriali sono interessati ai suoli della “Eco Sider Ricicla”. Le strade di Pontecagnano Faiano e del gruppo Piccolo si separano. L’impresa è pronta a cedere i suoli di via Irno. L’indiscrezione trapelata in città è stata confermata dai vertici dell’azienda, che possiede un sito di recupero e smaltimento di materiali ferrosi nell’area industriale di Fosso Imperatore, a Nocera Inferiore. Nulla è ancora definito, ma la pista della cessione dell’area è la più accreditata. E sarebbero due, non una, le importanti società locali interessate a subentrare nella realizzazione di una nuova industria - non nel settore dei rifiuti- nell’Ecodistretto. In corso una serie di interlocuzioni che potrebbero arrivare a un risultato nel giro di qualche settimana. I Piccolo non avrebbero più intenzione di proseguire con l’investimento perché non si sono sentiti accolti da Pontecagnano.

Nonostante ci fosse stata una disponibilità iniziale, fossero stati espletati tutti i passaggi necessari ed istituzionali e fossero state date tutte le possibili rassicurazioni sulla natura del sito, hanno percepito un ostracismo. Non è bastata l’eliminazione di una serie di materiali, con la cancellazione dei relativi codici, tra quelli che l’impresa avrebbe potuto trattare. Il ricorso al Tar dopo le necessarie conferenze dei servizi sarebbe un esempio della crescente opposizione. Tensioni che alla lunga - trapela dal gruppo imprenditoriale - non farebbero bene all’azienda e al suo sviluppo. Quindi, nonostante il riconoscimento delle loro istanze da parte del Consiglio di Stato, i Piccolo potrebbero fare dietrofront. La “Eco Sider Ricicla”, con i capitali e lo sviluppo ad essa legati, potrebbe essere portata altrove. Tuttavia resta ancora un residuale margine di possibilità legato al prosieguo dell’attività industriale di riciclo materiali ferrosi nella città di Pontecagnano Faiano. Tutto dipenderà da come andranno le trattative in corso. Dalla sua parte la società ha l’importante e incontrovertibile pronunciamento del Consiglio di Stato.

Palazzo Spada ha infatti passato un colpo di spugna sulla sentenza emessa dalla seconda sezione salernitana del Tar, che a novembre 2019 cancellò il decreto con il quale, sei mesi prima, la dirigente regionale Simona Brancaccio aveva escluso il dossier “Eco Sider” dalla procedura di valutazione d’impatto ambientale, complesso iter al quale vanno sottoposti alcuni progetti al fine d’accertarne la compatibilità green ed il verbale del 12 aprile dello stesso anno, quando la Conferenza dei servizi di Palazzo Santa Lucia diede il via libera all’impianto. Un opificio che avrebbe potuto trattare fino a 140mila tonnellate di rifiuti all’anno, con uno stoccaggio massimo di 330 mila tonnellate. Atti annullati dal Tribunale amministrativo regionale e ripristinati in secondo grado dal Consiglio di Stato. In primo grado, le toghe salernitane avevano rilevato tre buone ragioni per accogliere i ricorsi: viabilità, condotta idrica ed emissioni. Aspetti che Palazzo Spada ha ribaltato punto per punto. La vicenda “Eco Sider Ricicla” si trascina da sei anni: prese il via nel 2015, quando la “Building” di Faiano, vecchia titolare dei suoli, ottenne la concessione, che poi passò nelle mani della nuova proprietà, la “Eco Sider Ricicla”.

Salvatore D’Angelo