L'ALLARME

Polverino: «Avvelenati dall’amianto, il picco ci sarà tra tre anni»

Il dottore: «Ci si può salvare, ma solo con una diagnosi tempestiva»

SALERNO - Dopo il 2022 ci sarà il picco degli ammalati da esposizione all’amianto; un picco che durerà una decina di anni. A sostenere l’imminente aumento del numero delle persone che saranno affette da patologie legate all’esposizione alla pericolosissima fibra è il professor Mario Polverino, direttore della struttura complessa di Broncopneumologia presso l’ospedale di Scafati, uno dei maggiori pneumologi italiani e tra coloro che hanno lanciato l’allarme dell’esposizione all’amianto già da sei anni. Fu proprio il professor Polverino che scoprì la contaminazione che riguardava il 100% di coloro che avevano lavorato per l’Isochimca di Avellino, l’industria che scoibentava l’amianto dai treni delle ferrovie dello stato. Da alcune settimane la sorveglianza sanitaria dell’Asl è stata estesa a tutti coloro che sono stati esposti all’amianto ed è stato scelto quale centro di riferimento il reparto di Broncopneuomologia dell’ospedale “Mauro Scarlato” di Scafati che effettuerà visite mediche e accertamenti diagnostici per una diagnosi celere.

Professore, qual è la situazione delle persone contaminate dall’amianto in questo momento nel Salernitano e quante sono?
Parlare di numero non è possibile anche perché finora abbiamo analizzato la contaminazione di un centinaio di lavoratori ma ogni giorno è uno stillicidio di persone che vengono a sottoporsi a controllo. Un ricorso alla nostra struttura che è avvenuto ad iniziativa degli utenti ma che adesso, grazie ad un protocollo dell’Asl, sarà gestito con un programma di sorveglianza sanitaria. Ricordo solo che lavorare a contato con l’amianto comporta una contaminazione del lavoratore e tra questi ci sono quelli che si sono ammalati o si possono ammalare di patologie anche gravi, a distanza perfino di 30 o 40 anni.

Salvatore De Napoli

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