IL CASO

Polla, titolare morto nel cantiere: la Procura apre un’inchiesta

Alla ricostruzione di quanto accaduto stanno lavorando i carabinieri della compagnia di Sala Consilina

POLLA - Gennaro De Rosa , il 71enne di Sala Consilina che ha perso la vita mercoledì mattina in seguito a un incidente sul lavoro avvenuto nella zona industriale di Polla, dove stava lavorando in un capannone in ristrutturazione, era il titolare della ditta che stava eseguendo i lavori di posa in opera di una guaina bituminosa sul tetto del capannone. De Rosa è caduto da un’altezza di circa dieci metri. Caduta provocata, come emerso da una prima ricostruzione dell’incidente, dal cedimento di un pannello del solaio che ha fatto sprofondare l’uomo all’interno del capannone. Purtroppo la violenza dell’impatto con il suolo non gli ha dato scampo ed i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

La Procura di Lagonegro ha aperto un fascicolo. Alla ricostruzione di quanto accaduto stanno lavorando i carabinieri della compagnia di Sala Consilina unitamente ai tecnici del Servizio Prevenzione Infortuni sul lavoro dell’Asl Salerno per accertare se si sono responsabilità diverse da quelle che possono essere della stessa vittima, in quanto datore di lavoro di sé stesso. La salma da mercoledì si trova presso l’obitorio dell’ospedale “Luigi Curto” di Polla a disposizione della magistratura che nelle prossime ore dovrà decidere se sarà necessario o meno disporre l’esame autoptico o se sarà sufficiente solo l’esame esterno prima di consegnarla ai familiari che consentire la celebrazione delle esequie. «L’ennesima morte sul lavoro in provincia di Salerno è lo specchio dei controlli promessi dalla prefettura. Il prefetto Francesco Russo farebbe bene a dimettersi.

Resta il principale responsabile se dall’inizio del 2021 si registrano in provincia due “morti bianche” al mese. Da quando difendo i diritti dei lavoratori non ho mai assistito a una cosa del genere», con queste parole Gigi Vicinanza , componente della segreteria nazionale della Cisal Metalmeccanici, ha commentato l’ennesima morte registrata in provincia di Salerno. «Dove sono i controlli garantiti dalla prefettura negli innumerevoli summit con le organizzazioni sindacali? – continua il sindacalista - Semplice, non ci sono. Perché non c’è il personale per farlo, per coprire una provincia così vasta come quella salernitana. E allora lo ribadisco: il prefetto esca dal suo sfarzoso palazzo di piazza Amendola e tocchi con mano la realtà che lo circonda. Se non è in grado di svolgere il ruolo per cui viene pagato farebbe bene a dimettersi. Non si può continuare a morire di lavoro nella nostra provincia».

(e.c.)