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Picentini, strada franata: espropri dopo sette anni

C’è il progetto definitivo per la regionale 64 che collega Montecorvino Rovella ad Acerno: è “off-limits” da febbraio 2014

MONTECORVINO ROVELLA/ACERNO A sette anni dalla frana, ha preso il via il conto alla rovescia per la messa in sicurezza, il ripristino ed il consolidamento della strada regionale 164, nel territorio comunale di Montecorvino Rovella. Partono gli espropri dei terreni interessati dallo smottamento e, cosa più importante, è stato reso pubblico il progetto definitivo dell’opera pubblica, interamente finanziata con fondi regionali. Dopo sette anni. Era febbraio del 2014: a seguito dei temporali, la carreggiata subì un ampio smottamento nei pressi del Cornea. L’intero tratto fu distrutto e trascinato verso valle, determinando la chiusura della strada al transito veicolare e pedonale. La dimensione della colata lenta, così come la definiscono i tecnici che hanno lavorato alla progettazione, presenta le dimensioni di circa 400 metri di lunghezza ed ebbe inizio poco più a valle del Santuario della Madonna dell’Eterno, mentre la sua larghezza è stata misurata in 60 metri. La chiusura di questa importante via di collegamento ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un grave elemento di criticità, in quanto la regionale 164 costituisce una fondamentale arteria di collegamento tra il comune di Acerno e tutti i territori posti ai piedi dei Monti Picentini e del capoluogo.

L’opera è stata progettata nel rispetto dei dettami di sostenibilità ambientale e non dovrebbe incontrare difficoltà ad acquisire i necessari nullaosta da parte delle autorità competenti. A sottoscrivere il progetto la società “Sib”, studio di ingegneria guidato dall’ingegnere beneventano Giovanni Vito Bello . Il principale intervento prevede la realizzazione di trincee drenanti, costituite da una gabbia in rete elettrosaldata zincata: all’interno è previsto un sacco in geotessile non tessuto, riempito di blocchetti plastici a permeabilità certificata, utilizzabile per la captazione e lo smaltimento di acque. Sono state previste cinque trincee da 70 metri, nove da 60 metri, cinque da 30 metri e cinque da 20 metri.

Nella parte superiore alle trincee è prevista la realizzazione di cunette in legname e pietrame a forma trapezoidale. È stata prevista pure la realizzazione di 26 drenaggi da eseguire in corrispondenza dell’interfaccia tra la coltre superficiale e il substrato roccioso sotto la stradina interpoderale esistente. Per garantire il contenimento e la tenuta del corpo stradale, il progetto prevede la realizzazione di una paratia in pali trivellati con profondità pari a 27 metri. La regionale 164, nel tratto interessato dalla frana, ricalcherà pedissequamente quella esistente fino all'evento franoso. La sezione stradale sarà costituita da due corsie da 3,75 metri.

L’ultimo intervento verrà realizzato in corrispondenza dell’alveo del torrente Cornea con opere di sistemazione idraulica del letto e degli argini fluviali. L’opera, finanziata dalla Regione, costerà 5,1 milioni di euro, di cui 3,4 milioni per lavori a base d’asta ed oltre 1,6 milioni di euro per spese tecniche. Mentre serviranno oltre 141mila euro per acquisire le aree, un’operazione che la Provincia ha già avviato. L’intero iter procedurale è stato seguito dal responsabile unico del procedimento, Domenico Ranes i, per conto di Palazzo Sant’Agostino.

Roberto Di Giacomo