Picchia dottoressa, i complimenti su Fb 

La giovane presa a schiaffi dal familiare di un anziano per la lunga attesa. Il ds D’Ambrosio difende la collega sotto choc

Stress e tensione al Pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Martedì di violenza, con intervento dei carabinieri, in viale San Francesco. Ad avere la peggio una giovane dottoressa, da poco in servizio presso la struttura sanitaria nocerina. La vicenda si è sviluppata nel primo pomeriggio: un uomo anziano è arrivato in ospedale intorno alle 13.30 accompagnato da alcuni familiari. All’accettazione, dopo la verifica delle condizioni preliminari, è stato classificato in codice verde. L’utente pare sia affetto da patologie di base in situazione cronica. Insomma, era prevedibile una lunga attesa, così come riportato anche sui banner informativi presenti in Pronto soccorso.
La tensione è salita dopo, durante il consulto effettuato dalla dottoressa. Preso in carico dal medico, è stato visitato e sono stati predisposti i prelievi per definire una diagnosi. In questa fase, spiega il direttore sanitario del Dea Nocera-Pagani-Scafati, Maurizio D’Ambrosio, ci sarebbe stato «un inizio di colloquio con un familiare che ha cominciato a lamentarsi per l’attesa». La dottoressa ha provato a spiegare le motivazioni, ma nel frattempo avrebbe ricevuto un colpo al volto. «È dovuto intervenire un infermiere per fermare il familiare», precisa il direttore sanitario.
Sono stati allertati i carabinieri, che sono immediatamente giunti in viale San Francesco. I militari della stazione nocerina hanno identificato i presenti. L’operatrice sanitaria è stata refertata ed è ritornata a casa in preda ad attacchi di ansia, prostrata e con una contusione facciale. In queste ore i protagonisti della vicenda dovrebbero essere sentiti in caserma, mentre il medico sarebbe pronta a sporgere denuncia.
Il direttore D’Ambrosio ha espresso «la totale solidarietà dell’intera struttura sanitaria alla collega per quanto subito mentre era in servizio». Il dirigente si è poi soffermato sulla shitstorm scatenatasi sui social alla diffusione della notizia dell’aggressione, con centinaia di commenti a sostegno dei presunti aggressori. «Questi signori che si esprimono in questo modo – afferma D’Ambrosio – dovrebbero trascorrere una giornata in ospedale, in Pronto soccorso, da operatori, e poi vediamo il giorno dopo cosa scrivono. Si parla, si scrive senza conoscere i problemi. Il mondo virtuale è una cosa, la realtà è un’altra».
Va detto che Nocera Inferiore sostiene un carico incredibile. Ci sono le barelle, mentre altrove non accade, perché forse c’è un’assistenza più completa, seppur con tempi non sempre rapidi. Ma ciò dipende anche dalla patologia e dal grado di acutezza del malessere. D’Ambrosio poi analizza i motivi delle corse in viale San Francesco, con picchi di 220 accessi giornalieri: «Noi siamo chiamati ad attivare percorsi assistenziali per fasi acute, non possiamo sostituirci a tutti». Il riferimento è all’assistenza territoriale, che spinge le persone a recarsi al Pronto soccorso anche per accidenti che potrebbero essere risolti dai medici di base. Inoltre, il direttore sanitario cita le esperienze dei volontari che, dopo aver trascorso un po’ di tempo in ospedale, hanno una diversa comprensione dei problemi che caratterizzano le strutture: «Chi scrive sui social deve capire di cosa parla, deve vedere cosa si fa in ospedale. Chi fa esperienza di volontariato si rende conto e cambia approccio». Un consiglio a tutti i leoni da tastiera che hanno esultato per l’aggressione alla giovane dottoressa del Pronto soccorso di Nocera Inferiore.
Salvatore D’Angelo
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