IL FATTO

Pellezzano, il costone fa ancora paura: occorre un altro milione

La strada è stata riaperta parzialmente, con semafori e istituzione del senso unico alternato

PELLEZZANO - La riapertura della provinciale è solo il primo passo, ma per la messa in sicurezza totale del costone della paura ci vorrà ancora del tempo. E soprattutto, sarà necessario rimpinguare le somme finora incassate dal ministero per concludere gli interventi. Si aggirerebbe intorno al milione di euro la cifra per cui il Comune di Pellezzano presenterà una ulteriore richiesta di finanziamento, questa volta alla Regione Campania, per proseguire l’opera di riassetto idrogeologico e piantumazione che scongiurerà ulteriori pericoli. Nei giorni scorsi, per lenire i disagi di chi da oltre cinque mesi non aveva la possibilità di percorrere la tratta Salerno-Valle dell’Irno utilizzando la provinciale, la strada è stata riaperta parzialmente, con semafori e istituzione del senso unico alternato. L’arteria era off limits da inizio febbraio, quando la forte pioggia aveva causato due cedimenti dal costone tra Coperchia e Capezzano. Il primo crollo, ironia della sorte mentre venivano eseguiti i lavori nell’ambito del piano di messa in sicurezza da 800mila euro (fondi del ministero dell’Interno) aveva già provocato l’interruzione del traffico sulla Sp27.

Ma il peggio doveva ancora arrivare. Qualche giorno più tardi un grosso blocco di fango e detriti si staccava dal costone in via Livatino e a farne le spese era una palazzina, che veniva trapassata dall’impeto della frana, fortunatamente senza danni agli inquilini già evacuati. Il materiale crollato dal costone si riversava poi sulla stessa provinciale. L’area veniva sottoposta a sequestro su disposizione della Procura, con i sigilli rimossi due mesi più tardi su richiesta del Comune per riprendere i lavori e riaprire almeno parzialmente la circolazione. Per concludere la messa in sicurezza, tuttavia, ha reso necessaria una variante al progetto originale, una volta espletati tutti i rilievi sul costone, con la richiesta di altri fondi alla Regione.

Francesco Ienco