Paura nel Vallo di Diano per i fedeli disobbedienti 

Incontro malgrado i divieti: 20 persone in osservazione, 2 con febbre al “Curto” Il parroco don Petroccelli: «Dissi di no all’evento, trovarono accoglienza altrove» 

SALA CONSILINA. Nel Vallo di Diano si teme una possibile ondata di contagiati dal coronavirus. Fino a ieri, nel comprensorio valdianese, non sono stati rilevati contagiati: ci sono stati alcuni casi sospetti, tutti poi risultati negativi, ma ora invece il timore che possano venire fuori dei test positivi è stato alimentato dal decesso del 76enne di Bellizzi, primo morto a causa del Covid-19 nel Salernitano. L’anziano, infatti, aveva preso parte alla fine di febbraio ad un raduno del cammino neo catecumenale che si è svolto in una delle sale di un albergo di Atena Lucana.
Ieri mattina, appena si è diffusa la notizia, è scoppiato il panico perché non si sapeva quante fossero le persone che avevano presenziato all’incontro. «Eravamo 20 persone - spiega uno dei partecipanti - e sinceramente non immaginavano affatto che quell’anziano potesse avere il Coronavirus. Nei giorni del raduno (dalla serata del 29 febbraio al primo marzo) nessuno ha avuto il minimo sospetto. Sappiamo solo che lui si è sentito male quando era tornato a Bellizzi». Al raduno spirituale hanno preso parte tre sacerdoti ed altre 16 persone di Sala Consilina: ieri sono stati tutti rintracciati e messi in quarantena presso le loro abitazioni ad eccezione di quattro persone che, invece, avevano la febbre e per questa ragione sono state trasportate dal 118 all’ospedale “Luigi Curto” di Polla: per due si è proceduto subito con le dimissioni, gli altri, invece, sono state messi in isolamento e si attende l’esito del tampone. A preoccupare, in particolare, è un addetto del tribunale di Lagonegro che aveva partecipato al raduno. «Inizialmente è stata messa in giro la voce che a contagiare gli altri sia stato io perché sono stato a Milano», spiega il testimone. «Nel capoluogo lombardo sono stato per qualche giorno, non ho frequentato nessuna zona rossa e sono rientrato il 22 febbraio. Ad oggi non ho avuto alcun sintomo, nemmeno un colpo di tosse e dal mio rientro sono trascorsi 20 giorni. In ogni caso, io e la mia famiglia ci siamo messi in quarantena». Oltre a quello di febbraio c’è stato anche un secondo incontro del cammino neocatecumenale, lo scorso 4 marzo nella chiesa di San Rocco a Sala Consilina, appuntamento che era finalizzato all’annuncio della Quaresima e al quale hanno preso parte diverse persone che erano presenti anche a quello precedente di Atena Lucana. Nel centro salese, però, l’anziano di Bellizzi non è mai andato. Anche le persone che hanno preso parte al secondo raduno, in ogni caso, sono state messe in quarantena. Per riuscire ad individuare subito tutte le persone potenzialmente a rischio di contagio l’amministrazione comunale ha diramato un avviso attraverso gruppi whatsapp e i social network, in poco tempo è stato possibile rintracciare tutti i partecipanti ai due incontri. «La situazione è sotto controllo - ha spiegato il primo cittadino di Sala Consilina, Francesco Cavallone -. Siamo riusciti a ricostruire tutti gli spostamenti e stilare la lista delle persone che hanno avuto o potrebbero aver avuto contatti con l’anziano di Bellizzi e sono state tutte messe in quarantena a casa. Per alcune è stato necessario, perché in presenza di sintomi, anche se lievi, di procedere al trasporto in ospedale dove è stato effettuato il tampone, appena avremo l’esito lo renderemo pubblico».
Sulla vicenda è intervenuto anche don Gabriele Petroccelli, parroco della Santissima Trinità, che ha inviato un messaggio per spiegare come sono andate le cose: «Nella mia parrocchia incontri con i neo catecumenali non ce ne sono stati - spiega don Petroccelli -. Mi avevano chiesto di farne uno durante la settimana delle Ceneri ma ho detto al responsabile che alla luce delle indicazioni date dal Governo sull’emergenza Coronavirus non avrei autorizzato l’incontro nei locali parrocchiali, purtroppo però sono andati a farlo altrove».
Erminio Cioffi
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