L'OPINIONE

Pasticcio “sociale” con appalti guidati e ingenti risorse

di SEVERINO NAPPI

Severino Nappi è un ex assessore regionale al lavoro. Svolse questo compito nella giunta di centrodestra presieduta da Stefano Caldoro. Nel tentativo di mettere ordine nella decennale storia del movimento dei disoccupati Bros fu minacciato di morte e costretto a vivere sotto scorta. Nappi e Caldoro misero in campo il “piano lavoro”. Ebbero la colpa di intervenire su quella che la procura definì una «struttura delinquenziale ».

Quasi 50 milioni di euro della Regione Campania erano stati - giustamente - destinati, dalla precedente amministrazione, alla rigenerazione ambientale e alla cultura, nella Regione diventata tristemente nota per essere stata la Terra dei fuochi, che ha un potenziale turistico enorme. La giunta De Luca invece ha deciso di distrarre quei fondi per affidare, ad imprese private, lavori sostanzialmente inutili e, al tempo stesso, saldare debiti elettorali e alimentare, in vista delle elezioni del prossimo anno, la “fabbrica di disoccupati”. Molti di loro, selezionati con criteri oscuri, potranno avere uno stipendio per i prossimi tre anni. Come può accadere? A pochi mesi dalle elezioni regionali che sono in programma per il prossimo anno, il governatore Vincenzo De Luca ha utilizzato il seguente stratagemma. Tutti sanno che la stragrande maggioranza delle strade sono gestite direttamente dallo Stato, dalle province (o città metropolitane) o dai Comuni.

Ebbene, il presidente della Giunta ha infilato dentro una delibera che risale a due anni fa, chiamata “Stazione alta velocità Afragola - Piano dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma” una serie di interventi manutenzione delle “strade regionali”, tanto banali quando costosi. La giunta ha cosi assegnato una serie di appalti per l’ “Affidamento servizi di manutenzione integrata della rete stradale regionale nell'ambito del Piano triennale dei servizi per la manutenzione delle strade regionali DGRC 304/2018” per le diverse province della Campania. In totale sono 5 lotti (Città metropolitana Napoli, Province Benevento, Avellino, Caserta, Salerno) per un totale appunto di 48 743 822 euro. Le risorse (che per giunta saranno sufficienti per coprire solo i primi 18 mesi del progetto) sono ottenute dalla “riprogrammazione” di alcune spese già decise dalla stessa amministrazione. Tra i capitoli svuotati quello “ambiente e territorio” per dieci milioni, quello “trasporti e mobilità” per sei milioni, “Rigenerazione Urbana, Politiche per il Turismo e Cultura” per venti milioni. Chi si occuperà di manutenere queste strade regionali nelle diverse Province campane? Dei veri disoccupati, ragazze e ragazzi in cerca di occupazione? No, ma i soliti “disoccupati organizzati”. I Bros sono circa 3500, esistono dal 1999, si contraddistinguono per avere inscenato manifestazioni violente e minacciato istituzioni e organi dello Stato, e sono costati quasi 200 milioni fino al 2010 spesi per finta formazione.

A svelarlo un avviso pubblico diffuso il 21 maggio dagli “operatori economici, aggiudicatari del Servizio per la manutenzione integrata della rete stradale di interesse regionale” - Gara in 5 Lotti” col quale si “informano tutti coloro che appartengono alle categorie in condizioni di svantaggio occupazionale (BROS), di cui alle delibere della Giunta Regionale della Campania (...)”, cioè gli ex LSU, che potranno “manifestare la propria disponibilita` all’inserimento occupazionale”, dal momento che hanno un canale preferenziale. Parliamo di 850 nuovi assunti per tre anni, mentre ci sono centinaia di lavoratori con qualifiche similari che percepiscono uno stipendio senza lavorare. Per esempio i lavoratori “ex Cub”, gli ex dipendenti del Consorzio di bacino della Campania, che, per una legge, devono essere tutti ricollocati e sono stati assunti proprio per la raccolta e il trattamento dei rifiuti. Invece di far lavorare loro, che sono già pagati, la Regione rimette in servizio altri lavoratori, ovviamente da far pagare alla collettività.

Ma non finisce qui. Perché incuranti della gigantesca macchina di spreco di risorse pubbliche messa in campo - i “padroni del vapore” in questi giorni hanno fatto scoppiare anche una guerra anche tra gli stessi appartenenti alla platea dei “disoccupati organizzati”. Infatti, fioccano denunce sul fatto che le imprese aggiudicatarie, si sussurra su suggerimento di Santa Lucia, stanno assumendo solo chi è segnalato, anche se non appartiene alla “specie protetta”. Quel che è certo è che chi doveva fare i controlli, garantire le selezioni, verificare sul rispetto dei requisiti (E cioè la Regione Campania attraverso l’Acamir e la Direzione Generale Lavoro e Formazione) fa finta di non sapere e di non vedere. Insomma, un pasticcio nel pasticcio, sul quale dovrà necessariamente intervenire la magistratura. Infatti, qui parliamo di tanti soldi pubblici e di appalti assegnati col criterio della “clausola sociale” che appunto ha consentito aggiudicazioni e distribuito ingenti risorse pubbliche in modo a questo punto almeno sospetto.