Pasquale e Imma, exit strategy elettorale 

L’ex sindaco e la segretaria comunale al telefono sul caso della decadenza. E la Camera: «Solo lei lo tiene sotto controllo»

Per tutti a Palazzo Mayer c’era solo una persona capace di tenere “sotto controllo” Pasquale Aliberti durante la sua esperienza da sindaco di Scafati: la segretaria generale Immacolata Di Saia. La professionista casertana, negli corso degli anni contestata dalle varie anime dell'opposizione scafatese e da qualche mese insediatasi nel Comune di Sant’Agata dei Goti, spiega all’ex primo cittadino - attualmente in carcere dopo la decisione della di Cassazione sull’accoglimento delle misure cautelari dopo l'ordinanza-bis del Tribunale del Riesame di Salerno - come avanzare un’eventuale ricandidatura a sindaco.
In una telefonata tra i due, infatti, si discuteva delle modalità di attuazione della decadenza, procedura diventata poi oggetto di attività da parte della Dda e della Procura di Nocera per un consiglio comunale non convocato dall’allora presidente del consiglio comunale, Pasquale Coppola. “Dottorè, volevo approfondire questa questione. Insomma il fatto delle dimissioni due anni dopo, insomma meno di due anni e mezzo. Secondo te posso fare un altro mandato o altri due mandati? Per la questione della consecutività”, dice Aliberti al telefono. Su questo la Di Saia non ha dubbi: “Altri due. Orami ci sono precedenti. Pasquà è certo, non ho necessità di approfondirlo. Non ci sono precedenti se il “giochetto”, uno lo fa pure di nuovo dopo. Per dire no, tu ti fai altri 7 anni e mezzo”.
Che ci fosse un rapporto particolare tra i due lo dimostra un’altra intercettazione finita negli atti della Dda. A parlare stavolta è l’ex dirigente comunale Maria Gabriella Camera, con l’architetto torrese che, in una conversazione telefonica con il proprio compagno, spiega, senza volerlo, come funzionava il “sistema Scafati”. “Io l’ho chiamata a Imma (la dottoressa Di Saia, ndr) e gli ho detto “ma tu lo tieni sotto controllo”.. perché cioé... lascia la mia storia.. è assurdo vabbè”, dice la Camera in riferimento all’inserimento delle sue vicende all’interno del libro scritto dall'ex sindaco.
Intanto nei giorni scorsi il politico ha ricevuto la visita del fratello Nello Maurizio, della moglie, Monica Paolino e della sua primogenita. Una chiacchierata che ha permesso all’ex sindaco di ritrovare la forza nei suoi più grandi affetti e continuare ad affrontare questi giorni difficili. In attesa della decisione del Riesame sulla sua richiesta di domiciliari fuori regione, l’ex sindaco ora si trova in una cella con altre persone. Con loro ha socializzato e impiega il tempo leggendo libri, oltre alle lettere che sta ricevendo sia da cittadini scafatesi che da gente comune che ha preso a cuore la sua storia.
Domenico Gramazio
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