POLITICA E CLAN

Pasquale Aliberti libero ma lontano da Scafati

I giudici hanno revocato gli arresti domiciliari all’ex sindaco e gli hanno imposto il divieto di dimora nella sua città

Dovrà restare fuori dai confini della città di Scafati l’ex sindaco Pasquale Aliberti : i giudici del collegio presieduto da Raffaele Donnarumma , nelle funzioni di magistrati di sorveglianza per il processo Sarastra che lo vede imputato, hanno accolto l’istanza dei suoi legali sostituendo con il divieto di dimora a Scafati gli arresti domiciliari fuori regione che gli erano stati imposti in precedenza. Il provvedimento è stato disposto su istanza dei legali Giuseppe Pepe e Silverio Sica , dopo l’udienza di tre giorni fa concentrata ancora sulla deposizione del capitano Fausto Iannaccone della Dia sui presunti rapporti del politico con il clan Loreto-Ridosso. Le prossime udienze, previste dal 9 gennaio, chiuderanno il controesame di Iannaccone, uno dei testi d’accusa responsabili della fase investigativa su delega della Direzione distrettuale antimafia. Nell’ultima udienza il pubblico ministero Vincenzo Montemurro ha depositato foto e fatture relative a degli incontri elettorali per le elezioni regionali svolti a sostegno di Monica Paolino , moglie di Aliberti, nell’azienda dell’imprenditore Aniello Longobardi , atti a testimoniare i buoni rapporti pregressi tra l’ex sindaco e l’imprenditore , ora messo nel mirino dai difensori perché ritenuto inattendibile. Il processo nasce da un’inchiesta partita nel 2015. Al vaglio dei giudici passeranno tra l’altro gli appalti relativi alla realizzazione del Polo scolastico di via Oberdan, il curriculum del coimputato A ndrea Ridosso e una mole di altri documenti acquisiti tra ufficio per lavori pubblici, ufficio appalti e riguardo alle partecipate comunali Acse e Scafati sviluppo. Atti che secondo gli inquirenti raccontano il “Sistema Scafati”. Il lavoro dell’Antimafia, che ha condotto allo scioglimento del consiglio comunale e all’invio della commissione d’accesso, è fronteggiato passo per passo dai difensori dell’ex sindaco, sempre presente in aula. Si ricollegano al suo ruolo e alla sua figura gli altri imputati sotto processo in questo filone, alcuni legati da vincoli familiari: dalla moglie Monica Paolino, consigliera regionale in carica, al fratello Maurizio , per la Dda suo sodale politico, e poi il factotum Giovanni Cozzolino già elemento chiave suo staff, l’ex consigliere comunale Roberto Barchiesi , l’ex vicepresidente Acse Ciro Petrucci e Andrea Ridosso, esperto di politiche sociali. In un altro procedimento giudiziario sono imputati l’ex boss pentito Pasquale Loreto ed i fratelli Gennaro e Luigi Ridosso , ritenuti al vertice del gruppo camorristico egemone nel territorio scafatese, che per la Dda avrebbe trovato alleanze in Comune.

Alfonso T. Guerritore

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