Partecipate “fuse”, il Comune fa sul serio 

Ok dalla Giunta al progetto per accorpare le società in una maxi holding: entro fine anno la razionalizzazione degli uffici

Era il 17 dicembre del 2015 e Vincenzo Napoli era ancora sindaco facente funzione dopo l’elezione a Palazzo Santa Lucia di Vincenzo De Luca quando il Consiglio comunale votò per la creazione di una “mega holding” composta da tutte le società in house del Comune. In pratica, il piano di razionalizzazione su cui sta lavorando oggi l’amministrazione era stato disegnato già sette anni fa: da allora, nonostante le promesse di un’immediata presentazione di un piano industriale, poco è stato messo in campo. Il piano che fu votato dall’Aula sette anni fa puntava «all’aggregazione di società a rilevanza economica con il rafforzamento del modello holding e di società che gestiscono servizi analoghi, alla dismissione di società ritenute non più strategiche». Ora il Comune ha rispolverato quel progetto e una delibera di giunta ha dato il via alla sua realizzazione.
Il piano del 2022. Di quell’attività di analisi dei numeri delle società in house si sono perse le tracce fino alla delibera votata lunedì scorso. L’amministrazione ha scoperto le carte e confermato le indiscrezioni, decidendo di «avviare le attività propedeutiche all’inclusione nella Holding della società Sistemi Salerno Reti e Servizi delle società in house Salerno solidale, Salerno mobilità e Salerno pulita». A partire da quest’anno, quindi, incomincerà il processo «di integrazione funzionale delle società in house attraverso la centralizzazione delle funzioni che possono beneficiare di economie di scala e di specializzazione (acquisti, manutenzione, gestione del personale, servizi legali, sicurezza e interoperabilità dei sistemi informatici)». In pratica, in attesa della “fusione” si darà subito seguito al progetto già svelato più volte dall’assessore al Bilancio, Paola Adinolfi, che nell’ambito dell’adesione al “Salva Comuni” aveva immaginato delle “centrali uniche di committenza” per le partecipate. Non solo: per concretizzare la possibile “fusione”, la giunta ha dato il via libera a ciò che non ha fatto seguito alla delibera del Consiglio del 2015 con l’acquisizione delle stime sulle società già “commissionate” su richiesta a un tecnico del tribunale di Salerno e dando mandato agli uffici di aggiornare quegli atti.
La nuova mega holding. L’intervento di razionalizzazione può concretizzarsi proprio in virtù dell’adesione del Comune al decreto per “salvare” i capoluoghi, rientrando nelle “operazioni possibili” nell’ambito delle maglie strette del piano di riequilibrio dall’importante debito delle casse di Palazzo di Città. Attualmente, la Holding partecipata al 100% dal Comune è proprietaria di Sistemi Salerno-Servizi Idrici, di Sinergia, di Sistemi Salerno-Reti gas e ha una partecipazione di collegamento (pari al 48,82% del capitale sociale) in Salerno Energia Vendite detenuta al 50% - in pratica la maggioranza delle quote - da Iren.
Il capitolo delle manutenzioni. Allo scadere dei rispettivi contratti di servizio, quindi, le tre partecipate del Comune confluiranno a pieno nella holding mentre resta fuori dall’operazione tutto il capitolo legato alla manutenzione di verde e parchi. Almeno fino al 2024 quando potrebbe essere chiusa la stagione degli affidamenti e il servizio programmato a misura potrebbe essere affidato alla mega holding.
I due “manager”. Scongiurata la privatizzazione delle in house, si prospetta un’operazione particolarmente delicata che è stata rilanciata dall'assessore al Bilancio con il supporto del nuovo direttore generale di Palazzo di Città, Matteo Picardi che - probabilmente non a caso - fino a pochi giorni prima della nomina del sindaco guidava Salerno Energia oltre a essere procuratore speciale di Salerno Sistemi. Picardi, quindi, conosce molto bene la realtà delle società collegate all’amministrazione. Un quadro su cui i sindacati chiedono di fare chiarezza perché al di là della convocazione di martedì prossimo focalizzata su Salerno Mobilità, ora il segretario della Cgil Fp, Antonio Capezzuto, chiede un ulteriore incontro per «valutare le prospettive e le eventuali ricadute occupazionali e gestionali» anche rispetto al percorso che dovrà essere affrontato delle altre partecipate.
Eleonora Tedesco
©RIPRODUZIONE RISERVATA