Parapoti, i timori del sindaco: tutto rinviato  

In Regione è scontro con EcoAmbiente: «Una finzione per portare spazzatura». Si decide il 25 settembre. E il 18 c’è Costa

MONTECORVINO PUGLIANO . Due settimane per decidere. Arriverà a fine mese l’ultima parola sulle sorti della maxi-discarica di Parapoti, in quel di Montecorvino Pugliano, dove la Provincia e una sua partecipata, la EcoAmbiente, vogliono realizzare un impianto di recupero dei rifiuti definito temporaneo.
La dirigente dell’Unità operativa che s’occupa di rifiuti nel Salernitano, Anna Martinoli, ha fissato la conferenza dei servizi conclusiva per il 25 settembre. Una settimana prima, il 18, il sindaco di Pugliano, Alessandro Chiola, vedrà il ministro Costa, che a Regione e Provincia chiederà conto della mancata bonifica della maxi-discarica. Chiola solleverà le sue perplessità sul nuovo impianto di Montecorvino, «al fine di evitare - come ha scritto nella relazione di ieri in conferenza dei servizi - attraverso un’evidente fictio, di fatto, la riapertura della discarica di Parapoti, oggetto di specifici obblighi nazionali e sovranazionali tesi all’esclusiva messa in sicurezza del sito». Il dissenso di Chiola è forte e chiaro: «Sono pronto a ricorrere al Tar; abbiamo già dato in termini di soprusi ambientali e non faremo un passo indietro». Nel prospetto che EcoAmbiente aveva presentato alla Regione ci sono sei manufatti, le cosiddette “baie”, che occuperebbero 2.700 metri cubi, all’interno delle quali verrebbero stoccate annualmente 12.500 tonnellate di rifiuto biostabilizzato all’ex Stir di Battipaglia (frutto della lavorazione delle particelle di umido che i cittadini lasciano nel sacchetto nero dell’indifferenziato) e 12.500 tonnellate di terreno: il tutto verrebbe mescolato per poi ricoprire la maxi-discarica, che poi, dopo due anni di attività, dovrebbe essere definitivamente messa in sicurezza. «Sei baie da 450 metri cubi l’una? Per la mescolazione sarebbe bastata una sola struttura...». Chiola non ci sta, e insorgono pure il tecnico esterno, Antonio Capozzoli, e l’avvocato Maria Annunziata, che hanno firmato due relazioni: un parere tecnico ed una relazione giuridico-amministrativa anche sulla base del parere dell’ufficio tecnico comunale sui vincoli esistenti sull’area. E ieri pomeriggio, durante un’infuocata riunione fiume, che s’è protratta per più di quattro ore, dalle 10 e trenta alle 14 e quaranta, a via Clark, negli uffici della Regione, Chiola lo ha detto alla Martinoli. Lo ha esortato alla calma, la dirigente, ma il sindaco è su tutte le furie: «Il dubbio - ha detto Chiola - è che le strutture non servano solo alla messa in sicurezza, ma piuttosto a creare un ambito di trasferimento di rifiuti non meglio classificati». L’incubo di un sito di trasferenza: Chiola ne ha parlato con la Martinoli, affiancata dall’ingegnere Giovanni Galiano, con il dirigente provinciale Angelo Cavaliere, con il presidente Ente d’Ambito Giovanni Coscia, con il geometra di EcoAmbiente Maurizio Buccella, con Renato Sarconio del Genio Civile, con Giuseppe Messano e Vaiano Raffaele, referenti della “Terna”, la società dell’energia elettrica, e con Paolo Volzone, funzionario Comunità montana dei Monti Picentini. A Salerno c’è andata pure Rosetta Sproviero, la pasionaria delle storiche rivolte di Parapoti. Diversi i rilievi del Comune per il mancato coinvolgimento della Soprintendenza e la mancata richiesta d’un’autorizzazione paesaggistica, la discarica è a due passi dal Torrente Trauso. Tra i rilievi, pure l’elenco dei rifiuti che EcoAmbiente produrrebbe durante le lavorazioni: toner, batterie, pneumatici, fanghi e tutto ciò che potrebbe finire nei cassonetti dell’impianto. «Altri rifiuti», ha obiettato il Comune. Il Genio Civile ha richiesto d’installare delle vasche di laminazione per far fronte a bombe d’acqua; Arpac ha chiesto di relazionare sull’impatto odorigeno dell’impianto; Terna ha chiesto di ridurre due delle sei baie, per consentire lo spazio di manovra ai mezzi . EcoAmbiente ha promesso che s’attiverà. Il 25 ultima parola. Costa permettendo.
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