IL CASO

Paralisi a “Salerno Pulita”: vertice col governatore

Al Genio civile faccia a faccia con gli amministratori. Sardone in pole position

SALERNO - I giorni di passione di Salerno Pulita, di nuovo alla ricerca di una guida che la tiri fuori dal guado dopo le dimissioni irrevocabili dell’amministratore unico Antonio Ferraro , dovrebbero concludersi nel fine settimana di Pasqua. Il futuro della partecipata del Comune, infatti, dovrebbe essere tra i punti all’ordine del giorno del consueto incontro settimanale del sindaco Vincenzo Napoli , (accompagnato dai suoi fedelissimi) con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca . Tra sabato e domenica, quindi, potrebbero partire i contatti definitivi e ci potrebbe essere l’ufficializzazione del nome del nuovo “timoniere” della società.

Il summit al Genio Civile. «Si farà il punto tutti insieme nel fine settimana», fa capire in maniera estremamente chiara una fonte interna all’Amministrazione contattata telefonicamente. «Quindi si decide al Genio Civile (sede degli incontri del venerdì)», per tentare di chiarire. Silenzio (assenso?) dall’altra parte del cellulare. Al di là di ricostruzioni e retroscena, di concreto c’è un dato: dalla dimissioni dell’amministratore unico Antonio Ferraro, sono trascorsi giorni in cui tutti i canali ufficiali dell’Amministrazione Napoli sono rimasti in silenzio. Soprattutto, non è arrivata nessuna smentita sull’imbarazzo che circola tra le stanze di Palazzo di Città nell’individuare il nome del successore.

L’ipotesi Sardone bis. Le voci che arrivano dall’interno dell’azienda continuano a insistere sull’ipotesi di un Nicola Sardone bis, cioè di un ritorno dell’ex numero uno della società in house che, appena un anno fa, lasciò la poltrona di amministratore lasciandosi dietro una scia di polemiche. Lui stesso ha smentito di aver ricevuto chiamate da uomini dell’Amministrazione, eppure il nome dell’ex timoniere continua a circolare come unica ipotesi concreta dopo che anche l’amministratore unico di Sinergia, Mariano Mucio , ha declinato la proposta. Un vero colpo di scena, se si considera l’epilogo del rapporto tra Sardone e il Comune, con l’ex amministratore unico che puntava il dito (tra l’altro) contro le ingerenze della politica nelle dinamiche gestionali della partecipata e l’Amministrazione che contrattaccava accusando Sardone di puntare a un ritocco maggiorato del suo compenso.

Il nodo gestione e costi. Lo stipendio del futuro manager di Salerno Pulita, però, è proprio uno dei limiti maggiori nella scelta del prossimo responsabile della società perché il tetto fissato ai compensi non supera il 43mila euro annui. Offerta troppo poco concorrenziale rispetto agli operatori privati soprattutto se si considera la mole di responsabilità e grane che comporta una mega società dell’igiene urbana con 470 dipendenti.

Il futuro del compostaggio. Intanto una tappa decisiva sarà il passaggio in Consiglio comunale, insieme al Bilancio, della delibera che prevede il subentro dell’Ente d’Ambito nella gestione dell’impianto di compostaggio di Salerno, attualmente nelle mani di Salerno Pulita. Perdere l’impianto sarebbe un sollievo per la partecipata che continuerebbe a essere il gestore unico del comparto dell’igiene urbana e della raccolta dei rifiuti. Variazioni societarie che potrebbero avere come punto d’approdo la vendita ai privati di parte delle quote della società. Una estrema ratio, stando alle fonti vicine all'Amministrazione anche se tutte le strade sembrerebbero portare verso questa soluzione; e, soprattutto, verso la Iren Ambiente, società del gruppo piemontese che ha già una partnership con la Salerno Energia.

(e.t.)