L'ORRORE

Palpeggia una bambina a Sant'Egidio del Monte Albino, sotto inchiesta un 43enne

La vittima ha sei anni. Il magistrato ha chiesto al Gip l’incidente probatorio

Avrebbe abusato di una bambina di sei anni, con la scusa di farle vedere le galline. Un uomo di 43 anni è indagato per violenza sessuale aggravata dall’abuso delle condizioni di inferiorità e della minore età della vittima. La vicenda – dopo l’apertura dell’inchiesta da parte della Procura di Nocera, seguita alla denuncia dei genitori della vittima – sarebbe accaduta nella zona rurale di Sant’Egidio, la scorsa estate. L’attività investigativa è ora in una fase delicatissima. Gli inquirenti hanno presentato richiesta di incidente probatorio al Gip del tribunale di Nocera Inferiore per cristallizzare la prova, in modo da renderla utile in una eventuale fase dibattimentale. L’episodio si sarebbe verificato in occasione della visita della nonna e di sua nipote presso la casa di campagna dell’indagato. La bimba sarebbe stata accompagnata dall’uomo con un preteso nel retro del giardino per farle vedere le galline. Una volta al riparo da altri sguardi, in un angolo nascosto, l’uomo avrebbe toccato le parti intime della piccola. È questa la ricostruzione fornita all’autorità giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Viviana Vessa , sostituto della Procura nocerina. In particolare, agli atti sono raccolti la querela della madre della bambina, che ha spiegato i fatti come arrivati a sua conoscenza, e l’interrogatorio in qualità di persone informata dei fatti reso dalla nonna che avrebbe confermato le circostanze al centro dell’inchiesta. Entrambe le donne sono ritenute credibili, con assenza di qualsivoglia intento calunnioso. Il materiale agli atti dell’ufficio della Procura è ritenuto tale da costituire prova. Di qui la richiesta di assumerlo attraverso l’incidente probatorio, da tenersi alla presenza della vittima (ovviamente in modalità protetta, come previsto dalla legge per i minorenni), del magistrato e del giudice per le indagini preliminari. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri e dal magistrato che tiene conto dei diversi momenti dell’episodio, l’uomo prese per mano la piccola per poi recarsi direttamente nel pollaio, per mostrarle gli animali: tale inganno, portato avanti pretestuosamente, serviva a soddisfare le sue voglie malsane, come riportato dall’informativa. L’uomo potrà presenziare all’incidente probatorio, insieme al suo legale di fiducia perché questa fase prevede un formale contraddittorio tra le parti, proprio come sarebbe avvenuto in sede di dibattimento, per riassumere lo stato dell’attività finora condotta. Una volta formata la prova si eviterà, in futuro, di dover chiedere alla bambina di ripetere il suo racconto in un’aula di tribunale.

Alfonso T. Guerritore

©RIPRODUZIONE RISERVATA