Ossessionata dal Coronavirus Si toglie la vita 

Salerno, il suicidio della 52enne in via Petrone Affetta da lieve depressione temeva il contagio

SALERNO. Da giorni era ossessionata dai timori del contagio da Coronavirus; fino a portarla al gesto estremo di lanciarsi nel vuoto dal balcone della sua abitazione. Aveva solo 52 anni la donna che ieri in tarda mattinata si è tolta la vita in via Lucio Petrone, la strada che da via Settimio Mobilio porta a via Luigi Guercio. Era mamma di due figli ed è stata l’ennesima vittima, anche se indiretta, del Covid-19.
La donna non ha retto alla pressione psicologica di queste ultime settimane: aveva tanta paura, una paura che è cresciuta nei giorni, fino a diventare ossessione e fino a farle perdere la lucidità, spingendola a compiere un gesto così estremo.
La sua salute era già stata indebolita da un leggero stato depressivo, al quale aveva posto rimedio con qualche farmaco prescritto dal medico, ma le restrizioni alle consuete abitudini imposte nella vita quotidiana di queste ultime settimane hanno iniziato a pesare sempre più come un macigno sul suo già delicato equilibrio psicologico ed emotivo. Persa la certezza delle sue abitudini e in preda all’ansia per la possibile diffusione del contagio, continuava a ripetere tra le mura di casa i suoi timori ai familiari che hanno cercato il più possibile di rasserenarla. Ma i loro tentativi non sono bastati perché i timori si sono ingigantiti col passare del tempo fino a quando ieri, dopo mezzogiorno, la paura e il panico non hanno preso il sopravvento.
Quando ieri sono arrivati in via Petrone il medico e il personale sanitario ausiliario, allertati dalla centrale operativa del 118, hanno trovato la donna riversa sulla strada e non hanno potuto far nulla se non constatare il decesso. I condomini hanno sentito un forte tonfo e si sono affacciati subito ai balconi per capire cosa stesse accadendo. Una volta fuori si sono trovati di fronte a una scena agghiacciante. I volti dei condomini erano increduli per quello che era accaduto alla loro vicina di casa, conosciuta e stimata. Chi dei residenti nel palazzo che era più in confidenza con la famiglia della 52enne sapeva che aveva una leggera depressione, ma nulla poteva far presagire la tragedia. Nel palazzo di via Petrone sono rimasti senza parole di fronte al dolore dei familiari e dispiaciuti per la perdita della loro vicina.
Ora non solo tra i condomini, ma anche in città, il Coronavirus non fa più paura solo per il contagio, c’è un motivo in più. C’è più consapevolezza che chi soffre, e che magari è in cura, o chi non riesce a mantenere i nervi saldi, può aver bisogno di aiuto e che probabilmente occorre maggiore solidarietà e cercare di accettare il più possibile con serenità quello che accade senza enfatizzare i toni o peggio procurare allarme ingiustificato.
Nel Paese già sono stati registrati problemi del genere, anche in Cina diverse settimane fa, quando i livelli di contagio erano esponenziali, si è verificato lo stesso fenomeno. Anche per questo l’invito dei religiosi è a non disperare e il consiglio di studiosi, medici ed esperti è di allentare il più possibile la tensione che stiamo vivendo un po’ ovunque e ricordare che sono in corso numerose sperimentazioni per sconfiggere il Covid e che più in là sarà solo un brutto ricordo. Ma rimane il dolore per la famiglia di via Petrone.
Marcella Cavaliere
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