SANITA'

Ospedali dell'Agro, «Non ci sono medici per coprire i turni»

A Nocera Inferiore e Sarno chirurghi dirottati in Pronto soccorso: pazienti senza assistenza nei reparti in caso di emergenza

NOCERA INFERIORE - Il problema sono i medici. Mancano un po’ in tutti i reparti e, quando ci sono, vengono utilizzati per coprire i turni al Pronto Soccorso. La situazione accomuna le aree di emergenza/urgenza dell’Umberto I di Nocera Inferiore e del Martiri del Villa Malta di Sarno. In molti casi si procede con ordini di servizio anche repentini, dell’ultimo minuto, che non sono affatto graditi dai camici bianchi in servizio nei reparti come Chirurgia, Ortopedia o Medicina d’urgenza. È l’emergenza dell’estate 2021 che ricalca per certi versi quella delle estati precedenti. La differenza in questo caso sta nella tipologia degli operatori necessari. Se negli anni passati si scontava un calo di infermieri e operatori socio sanitari, questa volta a mancare sono i medici. Senza di loro l’assistenza è messa in serio pericolo. Per tamponare, le direzioni sanitarie hanno dato fondo ad una serie di provvedimenti che quasi precettano i dirigenti medici a svolgere i propri turni anche in Pronto Soccorso.

A Nocera Inferiore, per esempio, nelle scorse settimane alcuni chirurghi si sono ritrovati a dover coprire i turni di area chirurgica in Pronto soccorso, lasciando scoperto il reparto. Ci sono poi gli ordini di servizio ritrovati affissi in bacheca al montare del turno di notte, senza alcun preavviso. Una situazione denunciata da giorni dai sindaci Manlio Torquato e Giuseppe Canfora . Un modus operandi fortemente criticato dai professionisti. «Se ci fosse stata una emergenza in reparto, dove i malati con problematiche serie non mancano, avremmo dovuto lasciare scoperto il Pronto soccorso e se contestualmente fosse arrivato un codice rosso chirurgico come avremmo fatto?», si sono chiesti amareggiati i camici bianchi. Fortunatamente emergenze concomitanti non ce ne sono state o sono state gestite egregiamente dalla professionalità e abnegazione dei sanitari, tuttavia si tratta di una prassi che metterebbe a rischio pazienti e personale. È stata mal digerita anche la decisione di spostare alcuni medici dal Mauro Scarlato di Scafati al Pronto soccorso nocerino. Nonostante, hanno precisato dalla direzione sanitaria del Dea Nocera-Pagani-Scafati, sia stata assunta nel rispetto dei turni e delle ferie già individuati. Con il calo di ricoveri al Covid Hospital, la direzione generale ha inteso riorganizzare le risorse e colmare così i buchi del Pronto soccorso di viale San Francesco.

Anche a Sarno i medici di emergenza vengono reperiti da altri reparti. E la situazione è arrivata al limite. Le vicende sanitarie degli ospedali dell’Umberto I e del Martiri del Villa Malta sono al centro di una campagna di sensibilizzazione della galassia grillina, sia in parlamento che in consiglio regionale. La prima è stata la senatrice Luisa Angrisani , che ha chiesto l’intervento del prefetto. L’esponente de L’alternativa c’è ha segnalato a Francesco Russo la «grave situazione » di Sarno dove «il direttore sanitario Rocco Calabrese ha dovuto stravolgere l'intero assetto dirigenziale per garantire i turni al Pronto soccorso. Una rivoluzione arrivata dopo le dimissioni dell'ultimo responsabile di reparto e che ha visto l'affidamento dell'emergenza-urgenza agli internisti in servizio ».

Angrisani ha chiesto al prefetto «di sollecitare gli organi e gli enti al fine di porre rimedio alle criticità. Il personale medico sanitario va messo in condizione di lavorare al meglio, come anche i cittadini hanno diritto ad un'assistenza sanitaria». Sullo stesso tema, Valeria Ciarambino e Michele Cammarano dei MoVimento 5 stelle hanno presentato una interrogazione al consiglio regionale. «L’ospedale Martiri del Villa Malta di Sarno – hanno scritto i consiglieri regionali – è da troppo tempo l’emblema dell’abbandono. È sempre più grave la carenza di personale, unita a un’inadeguata dotazione tecnologica per la diagnostica strumentale e i servizi ambulatoriali. A un numero di operatori assolutamente risicato rispetto all’attuale fabbisogno, si unisce la scarsa presenza in sede del direttore medico di presidio, oltre alla mancata formalizzazione di incarichi alla maggior parte dei direttori di struttura, che svolgono funzione di sostituti già da troppo tempo. Criticità che si riverberano in particolare sul Pronto soccorso».

Ciarambino e Cammarano hanno chiesto alla giunta regionale «lo stato di attuazione del cronoprogramma per l’attivazione dei servizi che, stando alle previsioni del Dca, avrebbero dovuto essere attivati nel 2019». Ha alzato nuovamente la voce anche la deputata grillina Virginia Villani, che alla crisi ospedaliera somma quella della sanità territoriale: «Circa 5.000 sarnesi non hanno più il medico di medicina generale e sono privi di assistenza sanitaria di base». La parlamentare ha chiesto l’assunzione dei «tre vincitori dell'ultimo concorso, è opportuno predisporre celermente gli atti necessari».

Salvatore D’Angelo