Nuova caserma, strada dell’ingratitudine 

Cambio di nome da via Antonio Scarpa a Fiamme Gialle, i familiari del decorato di guerra contestano il sindaco

AGROPOLI. Il cambio della denominazione di via Antonio Scarpa in via Fiamme Gialle, proprio nell’area che ospiterà ufficialmente da giovedì la nuova caserma della Guardia di Finanza, ha generato non pochi malumori ad Agropoli, soprattutto tra i familiari di Scarpa.
Così Gerardo Scarpa, nipote del decorato di guerra a cui il Comune aveva intitolato la strada sette anni fa, ha scritto nelle settimane scorse una lettera al primo cittadino, Adamo Coppola, per manifestare tutto il malcontento della famiglia per questa decisione dell’Amministrazione comunale. «Sono basito, offeso e mortificato per la delibera relativa al cambio di denominazione di via Antonio Scarpa, già decorato di guerra, in via Fiamme Gialle» scrive il nipote nella missiva indirizzato al sindaco Coppola. Nella lettera, il nipote ricorda come proprio la famiglia Scarpa ha ceduto senza alcun compenso al Comune i terreni che hanno consentito di collegare via Salvo D’Acquisto con via Dante Alighieri e via Fuonti, così da rendere raggiungibile l’attuale liceo scientifico “Alfonso Gatto” e, tra poche ore, anche la nuova “casa” delle fiamme gialle. Un terreno che il nonno, Antonio Scarpa, aveva acquistato dal conte Vargas agli inizi del Novecento. Quindi, negli anni scorsi la decisione dell’Ente di intitolare la strada ad Antonio Scarpa per riconoscere i suoi meriti di guerra avendo partecipato al primo conflitto mondiale del 1915-1918.
Forte, inoltre, è stato anche il legame con il Corpo della Guardia di Finanza. «La mia famiglia - aggiunge Gerardo Scarpa - ha annoverato diversi militari della Guardia di Finanza e mio padre Giovanni, anch’egli del Corpo, fu combattente in Grecia durante l’ultimo conflitto bellico mondiale». Inoltre, al suo ritorno in Patria, promise al commilitone Mario Reggiani, maestro delle scuole elementari di Agropoli, «che avrebbe provveduto alle necessità della sua famiglia nel caso non avesse fatto ritorno dalle guerra» e così fu.
Infatti, dopo la morte del commilitone e della moglie, fu proprio grazie a Giovanni Scarpa e all’allora comandante della Guardia di Finanza di Agropoli che le figlie di Reggiani furono sistemate in un collegio e ricevettero, raggiunta la maggiore età, «tutti i ratei di pensione riscossi per loro conto, maggiorati dagli interessi, per cui l’allora pretore di Torchiara lo elogiò pubblicamente». Ma, ora, questa decisione che secondo i suoi familiari offusca la storia di Antonio Scarpa. «Ritengo una grave ingiustizia - conclude Gerardo Scarpa - cambiare la denominazione della via. Sono fiducioso in un intervento del sindaco per impedire il perpetrarsi di una palese ingiustizia ed offesa alla memoria di mio nonno».
Antonio Vuolo
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