«Non c’è il sostegno» Bimbo disabile a casa 

Accade all’Istituto comprensivo di Pellezzano: la lunga odissea della madre La domanda di iscrizione è stata rifiutata perché manca il personale adatto

PELLEZZANO . L’assenza in organico di un insegnante di sostegno non consente di iscrivere a scuola l’alunno diversamente abile. Appello alla dirigenza e alle istituzioni della madre disperata: «Non so cosa fare». Una vicenda che segna un inizio d’anno scolastico da dimenticare per un bambino di sei anni e mezzo, che si appresta a intraprendere il percorso dell’istruzione primaria; e per la madre, che ha presentato richiesta per l’istituto elementare di Capriglia, ma non ha avuto l’atteso nulla osta. Il motivo è legato alla mancanza di personale docente in grado di seguire adeguatamente il bambino. Quest’ultimo è affetto da problematiche particolari, di tipo psichico e motorio, che hanno anche portato al riconoscimento dell’assistenza prevista dalla legge 104.
L’inizio dell’odissea. Una vera e propria odissea, iniziata nel momento in cui c’è stata la necessità di iscriverlo presso una scuola diversa, a causa della lunga distanza da percorrere ogni giorno. La madre, infatti, è originaria di Capriglia, ma si era trasferita a Serino lo scorso anno. Allora, il piccolo iniziò a frequentare un istituto materno del posto. La situazione, in seguito, è radicalmente cambiata, a partire da un’altra richiesta di domicilio per il bimbo di sei anni, che attualmente vive di nuovo a Capriglia, dal padre. Si è pensato per forza di cose a una soluzione alternativa, e quella maggiormente a portata di mano è rappresentata dal locale plesso elementare, che fa parte dell’istituto comprensivo di Pellezzano. «Avevo richiesto il via libera per poter iscrivere mio figlio alla scuola di Capriglia – conferma la donna – Lui è andato a vivere dal papà. Deve essere seguito ogni giorno, poiché fa psicoterapia e psicomotricità. Inizialmente la domanda era stata accettata, ma in un secondo momento me l’hanno rifiutata». Il motivo sarebbe legato all’attuale dotazione organica dell’istituto, che risulta sprovvisto del personale adatto a prestare al bambino i servizi di cui ha bisogno, vista la sua condizione. Mancano, in parole povere, i docenti di sostegno, che vengono forniti agli istituti tramite il Provveditorato. Quest’anno si sarebbero riscontrate più difficoltà del solito per via dei pensionamenti e dei buchi di organico dovuti alla cosiddetta “quota 100”. «Ho attivato il mio avvocato e fatto trasmettere una pec alla scuola – prosegue la madre – Mio figlio non ha la possibilità di spostarsi tutti i giorni da Capriglia a Serino». Difatti l’unica scappatoia sarebbe quella di iscrivere il piccolo a scuola nell’Avellinese, dove la mamma è residente. Tuttavia, ciò avverrebbe con disagi notevoli, vista la delicata situazione. Per ultimare l’iscrizione, come emerso dopo un confronto tra la dirigenza scolastica e la donna, andrebbe inoltre trasmessa tutta la documentazione relativa alla disabilità dell’alunno, a cominciare da una diagnosi funzionale. «Io però non posso aspettare, perché sappiamo quali sono i tempi dell’Asl. Mio figlio non potrà fare quella visita prima del 23 settembre. Siamo andati a scuola per portare i documenti su diagnosi e terapie, ma non hanno voluto sentire ragioni. Il bambino è attualmente domiciliato a Capriglia, è impensabile che possa sbattersi avanti e indietro ogni giorno. Non posso fargli vivere tutto questo. Quando arrivammo a Serino, l’anno scorso, il sostegno neppure c’era, ma lui fu accettato. Solo dopo si attivarono per fare richiesta del personale. Bisognerebbe sempre dare la priorità all’accoglienza».
La replica di dirigente e sindaco. Giovanna Nazzaro, dirigente scolastica dell’istituto di Capriglia, contattata telefonicamente, non ha voluto rilasciare dichiarazioni nel merito. Dal canto suo il sindaco di Pellezzano, Francesco Morra, non può che segnalare l’impotenza del Comune in casi di questo genere: «La legge ci consente solo di fornire gli assistenti alla comunicazione, in base alle disponibilità economiche dell’Ente. La scuola ne ha già fatto richiesta a inizio anno». Assistenti che, in ogni caso, risulterebbero poco funzionali al sostegno ai bimbi disabili, in assenza dell’apposito personale docente. Per adesso, dunque, il bimbo di sei anni resta a casa. Per lui oggi la campanella non suonerà.
Francesco Ienco
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