LA LETTERA

Niente visita domiciliare per un paziente allettato

Diritto alla salute negato

Riportiamo di seguito la lettera inviata, tra gli altri, al ministro della Sanità, al governatore della Campania, alla direzione generale dell’Asl e al direttore del Distretto Sanitario Sapri-Camerota, sull’impossibilità di ottenere una visita domiciliare per un paziente invalido e allettato.

Segnalo con profondo rincrescimento un accaduto che non fa onore al nostro Servizio Sanitario. Una brutta vicenda che va ad aggiungersi ai disagi sopportati quotidianamente nell’estrema periferia meridionale salernitana (Basso Cilento), governato dall’Asl Salerno. Mi riferisco, in particolare, al trattamento riservato ai pazienti anziani curati nelle proprie case in regime di assistenza domiciliare integrata (Adi). Ebbene, nell’era della moderna tecnologia, che consente la possibilità di comunicare a migliaia di chilometri di distanza, si chiede, agli ammalati allettati, di sbrigare obbligatoriamente le prescritte pratiche burocratiche (richiesta e consegna documenti medici eccetera) presso gli uffici del Distretto Sanitario di Sapri; uffici distanti dagli altri centri anche più di 40 chilometri, ed aperti solo in alcuni giorni la settimana, anche per questioni urgenti.

Rimarrà indelebile nella mia mente e nel cuore la triste circostanza di aver dovuto dare l’addio a mio suocero in una bara opportunamente coperta da un lenzuolo, per evitare la vista delle gambe anchilosate: menomazione causata da oltre sette anni di degenza nel proprio letto. Mio suocero, una persona di oltre novant’anni, che si portava sulla pelle le cicatrici di oltre tre anni di prigionia nei lager tedeschi, ci ha lasciato nel 2015; spesso mi chiedeva aiuto per avere un massaggio alle gambe che gli desse un po’ di sollievo, ma, nonostante ripetute richieste da parte del medico curante, non è stato possibile ricevere la visita del fisiatra: non c’erano soldi sufficienti per effettuare tali cure a domicilio.

Oggi, purtroppo, il problema si ripresenta con mio padre: ottantottenne, invalido con diritto all’accompagnamento, allettato già da qualche anno, con catetere permanente; spesso, a causa dell’otturazione del catetere, è necessariol’intervento del medico,

e, qualche volta, anche l’intervento del 118.

Date le condizioni in cui versa mio padre, il medico di famiglia, considerato l’impossibilità di spostarlo, ha disposto una visita urologica a domicilio; prescrizione rimasta inevasa perché il capitolato sottoscritto con la Medicasa (l’azienda privata che gestisce l’Adi nel territorio del Basso Cilento), non prevede la possibilità di essere visitati dall’urologo; e a nulla sono valsi i buoni propositi del responsabile del servizio (dottor Notaroberto), professionista disponibile e cortese. Un vero e proprio assurdo, se si considera che l’assistenza domiciliare si rivolge soprattutto alla popolazione anziana, e, tra le patologie delle persone della terza e quarta età, i problemi urologici sono sicuramente tra i più diffusi.

La situazione è aggravata dalla circostanza che nell’ospedale più vicino, a Sapri, non opera un reparto/servizio di urologia. In pratica, a mio padre è negato il diritto di cura, e non ci viene indicato cosa bisogna fare per risolvere il problema; se non si vuole obbligarlo al trasferimento presso l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania (più di 50 chilometri per una semplice visita urologica) o non si può rivolgersi a uno specialista privato.

Sono evidenti le violazioni: della Carta Europea del Malato (punti 2, 5, 7, 8, 9, 11 e 12); dell’articolo 32 della Costituzione (diritto non solo programmatico, ma immediatamente precettivo ed efficace erga omnes); del mancato rispetto dei Lea (i livelli assistenziali che racchiudono le prestazioni ritenute vitali dallo Stato da non poter essere negate ai cittadini); senza contare l’offesa compiuta nei confronti di un anziano di quasi novant’anni abbandonato nella propria casa.

Credo e continuerò ad avere fiducia nelle Istituzioni e nelle norme che regolano la nostra vita collettiva; ritengo un vero e proprio assurdo tale situazione, e, auspico di vero cuore, non solo che la situazione di mio padre sia risolta in tempi brevissimi, ma che simili cose non abbiano più a ripetersi.

Mario Fortunato