PALAZZI STORICI

Nell'ex dimora nobiliareora ha sede la pinacoteca

Palazzo Pinto, in pieno centro storico, apparteneva alla famiglia da cui prendeva il nome. Negli anni '20 fu donato alla Provincia

Palazzo Pinto si trova nel cuore del Centro storico di Salerno, proprio di fronte al museo della Scuola medica salernitana ed a pochi metri dalla rinomata pasticceria Pantaleone. In questa zona, che va dall’incrocio di via Duomo a Portanova, si trova questo edificio che apparteneva ad un ramo secondario del nobile casato dei Pinto, in quanto quello del ramo principale si trovava nell’area attualmente occupata da Palazzo Genovese.
Dal catasto onciario del 1754 è possibile risalire a delle informazione dettagliate sulla proprietà del palazzo: "Don Matteo Pinto patrizio, possiede in detto distretto, nel luogo detto casa Pinto, una casa palaziata consistente in due botteghe con cellaro, un cortile coperto ed una stalla, rimessa; al piano superiore due appartamenti rispettivamente di dodici e sedici stanze, con galleria e loggia, confinanti a ponente con la chiesa di Sant’Antonello e da tramontana con via regia".
Altri documenti testimoniano un cambiamento della struttura originaria: l’ala del fabbricato verso occidente, comprendente la galleria, la cappella privata e la loggia, costituisce infatti un ampliamento della metà del diciottesimo secolo ed è costruita sopra una proprietà del convento di San Domenico, che in seguito sarà proprio venduta, precisamente nel 1756, alla famiglia Pinto che alla fine ha realizzato l’unico edificio che si vede ancora oggi. Dopo la morte dell’ultimo discendente, negli anni Venti del secolo scorso, con lascito testamentario, il palazzo è passato in proprietà all’Amministrazione provinciale ed è prima diventato sede della biblioteca e in seguito della pinacoteca, comprendente anche i quadri della famiglia Pinto.
Successivamente sono partiti i lavori di restauro che hanno comportato la rimozione di due opere scultoree dalle scale, recuperate dal territorio quando l’edifico ha assunto una funzione pubblica, le quali sono attualmente conservate nel Museo diocesano.
In particolare, si tratta di un bassorilievo classico con una corsa di bighe ed un paliotto marmoreo altomedioevale. Con il recupero di ulteriore documentazione, l’attuale struttura del palazzo risulta molto più chiara, poiché almeno nel terzo quarto del diciottesimo secolo la stessa venne modificata nella parte inferiore..
Recentemente è emerso un arco delimitato da due colonne di spoglio, da riferirsi ad un vicolo che si collegava con la chiesa di San Giorgio.
La questione si chiarisce con la descrizione dei confini di una casa vicina di proprietà Granozio, dove si afferma: "Posto detto comprensorio nella strada denominata San Giorgio, principiando dalla chiesa della Congregazione dell’Anima del Purgatorio, tira per la strada di San Giorgio e per il vicolo di San Giorgio e sporge nell’altro vicolo denominato da casa Pinto, confinante con la chiesa".
Concorda con una cronologia tardo settecentesca il portale lapideo, semplificato nelle forme e privo di accentuazioni decorative, al cui centro è collocato lo stemma marmoreo del casato dei Pinto, ripetuto in pittura nella volta dell’androne ma arricchito dal cappello vescovile.
E’ questo un evidente richiamo all’episcopato di Fortunato Pinto, arcivescovo di Salerno nel secondo decennio nel XIX secolo.
All’interno dell’androne, sul lato sinistro, quasi nascoste si trovano le scale di accesso con un invito seicentesco, che costituivano l’accesso al palazzo originario.
• Queste scale molto probabilmente non sono state sostituite dai successivi interventi di restauro, ampliamento e ristrutturazione, poiché non si voleva abbattere la loggia che affaccia verso il mare.
Luca Visconti