Nel porto dei misteri  i reperti archeologici rubati dai terroristi 

Maschere d’oro, sarcofagi e monili erano in un container La scoperta dei carabinieri: il tesoro custodito a Nocera

Eccezionale ritrovamento al porto di Salerno: scoperti in un container reperti archeologici di notevole valore, trafugati in Egitto. Il sospetto è che sia coinvolto in questo traffico anche l’Isis. Nel frattempo il materiale archeologico è stato depositato nella caserma Tofano a Nocera Inferiore.
La brillante operazione è stata portata a termine dai carabinieri per la Tutela del patrimonio artistico di Napoli e Roma e dell’ufficio delle Dogane di Salerno. Nel container proveniente dall’Africa e scaricato da una nave approdata nei giorni scorsi nello scalo di Salerno, erano contenuti una maschera egizia ricoperta d’oro, un sarcofago e il pezzo più prezioso, la riproduzione in terracotta di una barca con 40 rematori. Sono in corso accertamenti per risalire alla provenienza di questi pregevoli pezzi, che rappresentano solo una minima parte di quanto trasportato nel contenitore, anch’essi di ingente valore.
L’intero materiale è stato trasferito nell’ex caserma borbonica di Nocera Inferiore, da tempo affidata alla Soprintendenza per diventare un deposito con sale espositive tra i più importanti in Europa non appena si troveranno i fondi.
Da tempo è noto che le organizzazioni terroristiche islamiche organizzano traffici illeciti per finanziare la jihad ed arricchirsi personalmente. Tra i traffici di maggiore lucro sia in Libia sia in Iraq e Siria quello di opere d’arte, in particolare reperti archeologici. Le distruzioni di statue antiche - gesta che vengono pubblicizzate sul web dagli stessi terroristi - sono spesso il paravento per coprire il traffico internazionale di reperti. Un affare illecito che poco ha a che fare con gli invocati dettami della religione islamica. Proprio i veri musulmani, per secoli, sono stati costruttori e custodi d’arte.
Per la Caserma Tofano di Nocera la custodia di questi tesori rappresenta il battesimo della struttura quale presidio di cultura, visto che per secoli ha avuto una scarsa utilità militare.
Continuano, intanto, le indagini dei carabinieri del reparto Tutela patrimonio artistico, alla ricerca dell’organizzazione che deve aver provveduto all’acquisto in loco delle opere, dopo attenta selezione, ed al trasporto delle stesse con documentazione fasulla.
Un’organizzazione capace anche di gestire in Italia il “tesoro” e che, molto probabilmente, aveva anche contatti giusti per piazzare i reperti archeologici. Ovviamente sarà anche caccia agli acquirenti, solitamente molto facoltosi, che possono aver messo gli occhi su testimonianze illustri dell’antico Egitto.
Non si esclude nemmeno che l’Italia potesse essere solo un punto di transito per materiale archeologico notoriamente molto ambito soprattutto negli Stati Uniti ed in Russia, ma di difficile vendita, visti i controlli assidui e qualificati in particolare dei carabinieri.
Un nuovo risultato importante anche per le Dogane che nei giorni scorsi avevano scoperto un container con 48mila stecche di sigarette provenienti e dagli Emirati Arabi ed anche queste, presumibilmente, destinate all’esportazione. Il porto di Salerno, aumentato il traffico di merci, meriterebbe pure l’incremento degli organici degli uffici delle Dogane per i controlli. (s.d.n.)
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