Il Dolce Caffè, uno dei locali confiscati a Pietro Lazzaro Cavallo

BENI CONFISCATI

Negli orti della camorra tornano i nonni contadini a Battipaglia

Prorogata l’assegnazione dell’area di via Bosco primo al circolo di Legambiente 

C’è voluto un anno, ma alla fine Palazzo di Città ha rilasciato l’agognata proroga: i pensionati torneranno a coltivare la terra confiscata ai clan. E dopo una lunga attesa, con l’aggiudicazione definitiva, pure il “Caffè 21 Marzo” torna a macinare chicchi di speranza: ora è il momento di affidare un altro bar sottratto alla camorra.

Nuova semina. Gli orti sociali escono dalla palude. Con una determina firmata il 28 dicembre e resa pubblica soltanto ieri, il dirigente tecnico comunale, Carmine Salerno, finalmente ha concesso agli attivisti di “Vento in Faccia”, il circolo locale di Legambiente, la sospirata proroga. Per altri tre anni, i pensionati battipagliesi, guidati dal cigno verde, gestiranno ancora gli orti sociali di via Bosco primo, a Taverna Maratea, confiscati all’imprenditore Antonio Campione : avevano cominciato a farlo a giugno del 2015, dopo una regolare aggiudica. Quella concessione, però, è scaduta sei mesi fa: con largo anticipo, il 12 gennaio del 2018, il presidente di Legambiente, Alfredo Napoli , aveva scritto alla sindaca Cecilia Francese chiedendo il rinnovo del contratto per il progetto “Semi di legalità”. Non è servito ad accelerare l’iter: dal 24 giugno, infatti, i pensionati hanno dovuto riporre gli annaffiatoi in garage in attesa che la burocrazia facesse il suo corso. Tra marzo, maggio e luglio, Napoli aveva trasmesso al Comune tutte le carte necessarie, ma la proroga è arrivata soltanto adesso. Oltre a coltivarci il Fiaschello battipagliese, i volontari di Legambiente, attraverso il Servizio civile, coinvolgeranno pure i giovani della città.

Il nuovo bando. Si spera di aggregare la gioventù battipagliese pure nel vecchio bar di via Salvator Rosa, il “Dolce Caffè”, e nel garage di via Rosa Jemma, entrambi confiscati a Pietro Lazzaro Cavallo : l’ingegnere Salerno ed il responsabile dell’Ufficio beni confiscati, Angelo Mirra , hanno approvato il bando per l’assegnazione del bar di 137 metri quadri e del garage di via Rosa Jemma. Le associazioni interessate avranno trenta giorni di tempo per proporre, come si legge nell’avviso, «un progetto a servizio delle fasce più giovani della comunità quale luogo di aggregazione per offrire concrete opportunità occupazionali anche a soggetti lavorativamente svantaggiati».

Carmine Landi

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