Muore in ospedale Sotto inchiesta 10 medici del Ruggi

L’anziano di Pagani era stato dimesso dopo un intervento Nuovo ricovero il giorno di Natale, poi il tragico epilogo

Era stato operato al Ruggi per un problema all’aorta addominale, tenuto sotto osservazione e poi dimesso. Nuovamente ricoverato per una complicazione, è morto sei giorni dopo l’intervento. Se ne è andato così Antonio Pascale, 88enne di Pagani, operato d’urgenza martedì 20 per un forte dolore addominale. Dopo la morte, avvenuta il giorno di Santo Stefano, i familiari, che in ospedale in seguito alla notizia del decesso hanno reagito in modo violento contro i sanitari, hanno sporto denuncia. Per questo sono indagati in dieci, tra medici e personale assistente, nove dei quali difesi dal legale Federico Conte. Ieri, in ospedale è stato eseguita l’autopsia. L’88enne era cardiopatico, in passato era stato operato al cuore in altre strutture sanitarie e aveva una protesi all’aorta addominale. Sarebbe stata questa l’area che gli aveva creato dolori, ma i medici, grazie a un tempestivo intervento chirurgico, avevano riportato la situazione alla normalità. Ora tutto il personale che ha assistito il signor Pascale e ha eseguito l’intervento è indagato. L’équipe del Ruggi, finita sotto inchiesta, è composta dal primario dell’Unità operativa complessa della Chirurgia vascolare, Giancarlo Accarino, e dai suoi collaboratori: i medici Maytee Lao Martinez, Andrea D’Alessandro, Gerardo Capparelli (difeso dal legale Laura Ceccarelli), Evangelos Nitadorakis, Giovanni Fornino e il personale sanitario Salvatore De Vivo, Maddalena Cuofano, Antonio D’Angelo, Attilio Naddeo. Il fascicolo d’indagine per accertare eventuali responsabilità, aperto dal sostituto procuratore Mariacarmela Polito, è scattato in seguito alla denuncia dei familiari, difesi dall’avvocato Michele Tedesco. Il capo d’imputazione è di omicidio colposo (art. 589 c.p.): al vaglio degli inquirenti c’è la documentazione sanitaria sequestrata. Dall’esame della cartella clinica e dai risultati dell’autopsia si potrà risalire alle cause che ha determinato il decesso e a eventuali nessi causali che lo hanno procurato. Soprattutto si potrà chiarire se la morte sia o meno riconducibile all’intervento dei sanitari o se sia dipesa da pregresse patologie dell’88enne. Vista la complessità del caso, il pubblico ministero ha fissato il termine di 90 giorni per acquisire le risultanze delle indagini. Entrambi i legali, e la Procura, hanno nominato propri consulenti in occasione all’accertamento tecnico non ripetibile eseguito ieri.

Tra i consulenti esterni specialisti in medicina legale e in chirurgia vascolare, hanno preso parte all’esame autoptico Antonello Crisci, Luigi Alfano, Pasquale Ardimento, Giovanni Mastroroberto, Panfilo Maiurano, Gennaro Sammartino, Giuseppe Califano e Gioacchino Coppi. In passato Pascale era stato sottoposto a interventi di by-pass aorto-coronarico, era portatore di cardiopatia ischemica cronica, cardiopatia aritmica e insufficienza respiratoria. Martedì 20 è stato operato per via endovascolare per un speudoaneurisma aortico ed è stato dimesso il 24. Nel giorno di Natale è ritornato in ospedale preoccupato per un rigonfiamento all’inguine, già noto ai sanitari del Ruggi. L’88enne è stato sottoposto a indagini diagnostiche che hanno escluso un’eventuale emorragia in corso. È stato tenuto in costante monitoraggio. Poi il 26 alle 9.15 è sopraggiunto un arresto cardiorespiratorio e, nonostante le manovre rianimatorie, alle 9.50 è morto.

Marcella Cavaliere

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