Morte in ambulanza, indagano i carabinieri 

I militari allo “Scarlato” dopo il decesso dell’anziana di Corbara rimasta per ore nel mezzo di soccorso

SCAFATI. Sono giunti ieri mattina al Covid Hospital “Mauro Scarlato” di Scafati i carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore: un’attività informale, quella dei militari guidati dal comandante Rosario Di Gangi, avviata su sollecito della Procura nocerina che vuole comprendere al meglio quanto accaduto nella notte fra lunedì e la mattinata di martedì davanti al Pronto soccorso dell’ospedale scafatese. Ore drammatiche con la lunga fila di ambulanze davanti al presidio sanitario per la lotta al virus, in attesa di “sbarellare” i pazienti e ricoverarli. E, in quei frangenti, si è registrata anche una tragedia: un’anziana di Corbara, residente in una residenza sanitaria assistenziale di Angri, ha perso la vita aspettando l’assistenza ospedaliera. La donna è spirata all’alba, restando tantissime ore in ambulanza: soltanto in tarda mattinata, infatti, la salma della donna è stata portata nella sala mortuaria per essere poi restituita ai familiari. Il corpo, infatti, è stato liberato senza alcun blocco da parte dell’autorità giudiziaria.
Su quanto accaduto allo “Scarlato”, dunque, si proverà a fare luce. Viste pure le continue segnalazioni di disagi registrati al Covid Hospital di riferimento dell’Agro Nocerino che, nelle giornate in cui si stanno registrando numeri da record per i nuovi contagi, si sta vedendo sempre più ingolfato di mezzi di soccorso in attesa per avviare le procedure di ricovero di persone infettate. Una situazione emergenziale che si ripete a cadenza ormai ritmica. Anche nella notte fra martedì e mercoledì, infatti, lo scenario si è ripetuto: molti mezzi di soccorso si sono incolonnati all’ingresso in attesa di un letto libero. I medici e gli altri addetti dello “Scarlato” stanno facendo davvero di tutto per garantire l’assistenza ai pazienti che si aggrappano all’ospedale di Scafati come ancora di salvezza. Ripetutamente, visto l’affollamento di persone, viene occupata anche la shock room, quella della massima emergenza, per assistere i pazienti. «Siamo intasati», ha sottolineato Rino Pauciulo, il medico che coordina le attività del Pronto soccorso Covid di Scafati. «La situazione è critica da settimane», l’appello del medico che può contare nell’area emergenziale soltanto su tre posti letto e che ha chiesto alle autorità, ed in particolare all’Asl, di attivare un Pronto soccorso Covid anche all’ospedale “Civile” di Agropoli, l’altra struttura sanitaria della provincia di Salerno sotto l’egida dell’Azienda sanitaria guidata dal manager Mario Iervolino dedicata quasi esclusivamente alla strenua battaglia contro il “mostro invisibile”. (al.mo.)
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